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16 maggio 2012
"La mia vita è un Caos Calmo: "MERAVIGLIOSO" cortometraggio by Baglu
E se andassi ad abitare nella stessa città in cui abita Lei ? Potrebbe capitare, in effetti.
Potrebbe accadere. E' strano, ma, dopo tanto tempo, avrei paura
persino di incontrarla. Ho fondamentalmente paura dei miei sentimenti.
Ho paura che... E' passato molto tempo e lei potrebbe avere o avere
avuto altre storie. Non ci posso pensare. Non voglio saperlo. Solo il
pensiero mi fa stare già abbastanza male. Anche se mi dicono che non è
possibile, io lo so che non mi innamorerò più. Non potrei e, comunque, non voglio. E non sarebbe nemmeno giusto. Forse mi sarebbe piacuto che anche per Lei fosse stata la stessa cosa. Ma va bene così, nel senso che mi sono rassegnato. Non mi piacciono le "dinamiche dei sentimenti". Non mi sono mai piaciute. Vabè, che stavo dicendo
?
Mi trovo a S., un quartiere periferico di Roma. Sto
passeggiando su un campo immenso, pieno d'erba che mi arriva quasi alle
ginocchia. Sto chiacchierando con Bruno, un ragazzone dai capelli
lunghi e ricci, con la barba folta ed una maglietta con su scritto
"Avanti popolo !". Con Bruno, quando eravamo ragazzini, facevamo
politica assieme. Camminiamo, con lui che guarda a terra, con l'aria fiera ma incazzata ed io che lo osservo. "Baglu,
occorre fà a rivoluzzione ! Nun s'ariva alla fine daa terza settimana
der mese ! Er turbocapitalismo ce stà a rovinà ! Bisogna tornà a Marx, a
Lenin. Se er padrone sfrutta er salariato nun ce stanno cazzi
pennessuno ! E' la dinamica der capitale, delle forze lavoro che devono
prenne coscienza, fà autocritica..." "Bruno, ma no, non è così. Cioè, il mondo è cambiato, il comunismo ha fallito. Marx era un frustrato patologico..." "A Baglu, a te t'hanno fregato le donne. Tu stai sempre a pensà
alle donne !" "Ma che dici ? Perché dici 'ste cose ?" "Perché dici cazzate e questo perché pensi alle donne ! Lo sanno tutti !" "Ma
tutti chi ? Perché generalizzi , adesso ? Ma che ne sai tu di me ? Che
ne sai tu di certe cose ? Che ne sai se mi sono mai innamorato ?" "A Baglu, mo nun rompe ancora er cazzo co 'sta storia ! Ciao !". "Cia..." e Bruno se ne va, verso l'orizzonte.
"Ciao Franco" "Ciao Baglu" Franco era un amico di vecchia data. Oggi quasi sessantenne. Una volta facevamo meditazione assieme. "Lui
chi è, tuo figlio ?" dico, indicando un ragazzo sui vent'anni, capelli
rasati, giubbotto in pelle e cintura firmata (credo). "Sì, ti presento Micheal !" "A papà, chi è 'sto sfigato ?" "..." "Tieni cento euro, perché non vai un po' a divertirti, Micheal ?" Ed il ragazzo se ne va. Dall'orizzonte arriva una ragazza bionda, tutta curve e seno. "Baglu, ti presento Tania, la mia...ragazza" "Ma Franco,
ma tu non eri sposato ?" "Lo sono e allora ?" "Ah. Piacere, Baglu" "Piacere, Tania" "Ma...lo so, non è elegante dire queste cose ma...la signorina avrà l'età di tuo figlio" "E allora ?" e la bacia, appassionatamente. Mi piego in due e mi accascio a terra, fra l'erba alta, in preda alle convulsoni. "Baglu, stai male ? Ti porto da un dottore !" "Franco, ti prego, stammi lontano. Siamo a neanche un metro di distanza e già mi fai schifo così".
Sono
seduto su una panchina, in mezzo al campo d'erba alta. Sto leggendo
"Vartàn", un fumetto un po' scollacciato degli anni '70. Sulla copertina
la protagonista, Vartàn, appunto, un'indiana bianca, bionda e a seno
nudo, legata ad un palo di legno. Il titolo del numero 133 è, infatti,
"Impalata". E' un western vagamente erotico, ma non volgare. La
storia è abbastanza noiosa, ma la cosa che mi attira è la rubrica alla
fine del giornaletto, dal titolo "Segnali di
fumo". Raccoglie le lettere dei lettori a Vartàn e la cosa che mi
incuriosisce di più è che le lettere sono scritte soprattutto da
lettrici e le risposte di "Vartàn" sono sempre intelligenti, mai
sciocche, mai banali come le risposte di psicologi o sociologi delle
rivistine idiote di oggi. Erika di Rapolano Terme scrive, ad esempio:
"Ho preso una gran cotta ma lui mi ignora. Ho cercato di farmi notare
ma con vani risultati. Una volta ho finto di cadere davanti alla sua
vespina ma quello non mi ha neppure notata e pensare che mi ero slogata
davvero la caviglia ! A lui piace una mia amica ma lei lo respinge.
Vorrei sapere se..." Vartàn le risponde che dovrebbe farsi notare in
modo meno pericoloso. "Invece di gettarti davanti alla sua vespa prova a
farti trovare seduta sopra di essa mentre lui l'ha parcheggiata. Al suo
ritorno, trovandoti sopra di essa, non potrà investirti. Al massimo
potrai chiedergli di farti fare un giro insieme. Attenzione
però a non cadere !" Lelly di Vigevano, scrive invece che ha
necessità di un piccolo corredino in quanto orfana e sua sorella ha
quattro bambini e vive con gli zii e non può lavorare per un problema ai
reni. E Vartàn le risponde con grande sensibilità ed umanità, auspicando che qualcuno la possa aiutare. Poi
c'è Epifanio di San Giminiano. Ha vent'anni ed è in carcere e chiede di corrispondere con qualche ragazza e, puntualmente, sul
giornaletto, il suo indirizzo è pubblicato. Oggi questi lettori
avranno cinquanta, cinquantacinque, forse sessantanni. Dove siete ?
Fatevi vivi ! Siete rimasti i sognatori di allora ? Se sì fatevi
sentire, ve ne prego. Avete attraversato i decenni senza finire prede
delle mode, delle chiururgie plastiche, delle cure ringiovanenti, delle
musiche assordanti ? Mentre grido questo mio appello a piene mani, verso l'orizzonte, si avvicina
Bruno e si siede sulla panchina. Ha un rosario in mano, una crocifisso
attorno al collo.
Prega. Poi si rivolge a me: "Baglu, tu stai sempre a pensà alle donne !
La salvezza è solo in Cristo nostro Signore !" "Bruno, la smetti ?!" "Ma nun me rompe er cazzo ! E prega !" Si alza e se ne va, verso l'orizzonte, continuando a pregare.
Passeggiavo
per l'immenso campo d'erba del quartiere romano di S., con le braccia
dietro la schiena e lo sguardo perso, verso l'orizzonte, quando, d'un
tratto, sento una voce che mi intima: "Ricordati che devi morire !
Ricordati che devi morire !". E' un frate francescano, con tanto di chierica e saio. "Buongiorno, lei chi è ?" "Buongiorno, mi scusi, stavo recitando. Sono Pietro Brook, detto anche Brook Farm. Sono un attore olandese, piacere". "Piacere,
io sono Baglu, scrittore", gli sorrido e tendo la mano. "Ma...che di fa
qui, da queste parti ? Qui non c'è niente, solo erba...Io, sa, sono qui
perché penso al mio passato e lei ?" "Io sono qui per recitare, cantare, a volte ballare" "Lei
sembra una persona saggia, lo sa ?" "La ringrazio. Sì, forse ha ragione, negli anni '60 ho fatto anche il guru di una piccola comunità trascendentale" "Interessante... Allora, scusi, mi posso permettere una domanda ?" "Certo, la prego" "No
è che io mi sono sempre chiesto, ma, se due persone sono innamorate o
lo sono state...perché non possono esserlo per sempre ? Perché l'amore
deve finire...le storie sentimentali devono finire....? Mi può
rispondere, per favore ?" Pietro Brook mi guarda, annuendo e sorridendo. Poi noto che guarda dietro di me. "Mi
scusi signor Baglu, vede quella nuvoletta ? Devo raggiungerla,
altrimenti è un casino. Devo tornare a casa. Infondo sono morto l'anno
scorso...".
Rimango interdetto, lo osservo mentre sale sulla nuvola e vola in cielo.
La telecamera inquadra l'intero campo dall'alto, con me al centro. Io
alzo la testa al cielo, in favore della telecamera, che si abbassa, a
farmi un primo piano.
Parte la musica: "Meraviglioso" cantata da Mimmo Modugno.
Ondeggiando a destra e sinistra, inizio a cantare...
E' vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l'acqua scura
con la dannata voglia di fare un tuffo giù...
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15 maggio 2012
Grandezze e miserie del pensiero liberale
  
Il liberalismo è molto più che una
dottrina economico-politica. E' un modo di essere, di vivere, di
concepire il mondo in totale pieno rispetto del diverso, delle
opinioni altrui, purchè, ovviamente, non si tratti di opinioni
totalitarie o intolleranti. Il liberale non è un fesso che lascia
correre tutto. Nè il liberale è un democratico tout court. Egli
antepone la libertà di pensiero (ragionato, argomentato) al mero
chiacchiericcio, al mero vociferare di tutti coloro i quali
vorrebbero dir la propria: magari senza alcun back ground culturale
alle spalle. Mauro Cascio, giovane giornalista e scrittore, con
"Grandezze e miserie del pensiero liberale: da Pericle ai
Templari, dal Seicento europeo a John Rawls, da Amartya Sen alla
Loggia P2" (Bastogi editrice), inquadra molto bene questi
concetti e lo fa per mezzo di uno stringato ma approfondito excursus
storico-politico. L'introduzione del saggio è curata da Licio
Gelli, il quale avvisa il lettore che - il saggio di Cascio - "non
è una storia dell'ideologia, né un saggio di filosofia politica (…)
E' piuttosto una rivendicazione della legittimità di un pensiero fra
i più significativi ed importanti della civiltà occidentale...". Il
liberalismo, come ricorda lo stesso Gelli, peraltro, è stata (ed è)
l'occasione per salvare la dignità nazionale dagli opposti
estremismi. E così, Mario Cascio, va a ritroso nel tempo e ci fa
scoprire che, forse, le radici del liberalismo nascono con Pericle,
nato attorno al 550 a.C.. Pericle, nobile politico, il quale
introdusse per primo la remunerazione nei pubblici uffici,
permettendo così, anche ai cittadini meno abbienti, di accedere al
governo della città. Liberalismo e laicismo non sono nè potranno
mai essere due entità separate. L'uno va di pari passo con l'altro e
chi non propugna la laicità dello Stato, confondendo principi
religiosi con leggi dello Stato, mai potrà dirsi liberale o amante
della libertà. Lo sapevano bene filosofi come Pitagora e Socrate.
Quest'ultimo, peraltro, al fine di fuggire qualsiasi dogmatismo, non
solo non lasciò nulla di scritto, ma non fondò nemmeno una scuola
filosofica. Socrate, semplicemente e laicamente, inviterà a porre
l'uomo ed i suoi problemi al centro di ogni riflessione. La
filosofia socratica, peraltro, invita a ricercare la verità entro
ciascuno e la verità non è mai cosa assoluta, bensì è conquista
personale. Di qui, peraltro, l'assurdità delle pericolose e
scarne argomentazioni di coloro i quali combattono ogni tipo di
relativismo, in nome di astrusi e/o pericolosi assolutismi
(religiosi, politici...). Ma chi l'avrebbe mai detto che persino
i Templari, memori degli antichi insegnamenti, fossero - più che dei
monaci-guerrieri a difesa della Cristianità - dei veri ricercatori
della Verità entro sè stessi e ciò anche grazie ai viaggi ed alle
ricerche esoteriche compiute in Oriente ? Saranno dunque i
Templari, poi bruciati al rogo per motivi sia politici che religiosi,
che ispireranno nuove forme di letteratura ed architettura, dando
vita, nei secoli successivi, ad un nuovo Umanesimo. Nuovo
Umanesimo propugnato da Federico II di Svevia, in Sicilia, grande
cultore di scienze, filosofia e cultura, tanto da dubitare dei dogmi
cristiani ed essere scomunicato. Ma sarà con Erasmo da Rotterdam
e, successivamente, con Pico della Mirandola e Marsilio Ficino, che
il nuovo Umanesimo avrà il suo massimo splendore e darà vita al più
luminoso dei secoli dopo quello del Lumi, ovvero il
Rinascimento. Pico della Mirandola, peraltro, divenne celebre ed
illustre, per il suo tentativo di individuare il nucleo di verità
fra le tre grandi religioni monoteiste, ovvero Cristianesimo,
Ebraismo ed Islamismo. Egli, infatti, tentò di conciliare la Qabalah
ebraica con la teologia cristiana, il pensiero filosofico con quello
magico, Platone con Ermete Trimegisto. Siamo all'origine del vero
pensiero liberale, ma anche di quello
massonico-esoterico-spiritualista che avrà come suo massimo
esponente Giordano Bruno, il frate dominicato di Nola,
successivamente filosofo ed arso vivo dall'Inquisizione cattolica per
aver affermato e dimostrato - fra le altre cose - che l'individuo non
è affatto separato da Dio, ma è Dio stesso incarnatosi in uomo.
Purtuttavia sarà necessario attendere il 1689, con la pubblicazione
dell'Epistola de Tolerantia di John Locke, affinichè si inizi
a parlare di tolleranza religiosa. Da tale tolleranza, ad ogni
modo, erano esclusi sia atei che cattolici, entrambi portatori di
posizioni dogmatiche ed assolutistiche. Con l'avvento del XVIII
secolo e, dunque, l'Illuminismo, possiamo trovare le posizioni di
Montesquieu e di Kant. Il primo propugna la separazione dei poteri
statali, mentre il secondo parla dell'esistenza di diversi tipi di
fede religiosa, le quali vanno sempre e comunque tollerate. Possiamo
dunque notare come, all'origine del pensiero liberale, questioni
politiche e questioni religiose andassero di pari passo, percorse,
entrambe, da antichissime correnti filosofiche ed umanistiche. Fu
con Wilhem Von Humboldt, nel 1792, che si iniziò a parlare, in
ambito liberale, di riduzione dei poteri e delle prerogative dello
Stato. Humboldt sosteneva infatti che "lo Stato è
coercizione e che la società è libertà degli individui che la
compongono". Secondo Humboldt, dunque, lo Stato è un male
necessario, ma occorre comunque che sia un male minore, ovvero le sue
prerogative debbono essere unicamente limitate a garantire la
sicurezza da nemici interni ed esterni. Il filosofo Jeremy
Bentham, pressochè contemporaneo di Humboldt, elaborerà invece la
teoria dell'utilitarismo, ovvero l'improntare la legislazione e la
condotta morale a puri fini utilitaristici, ottenuti mediante la
somma algebrica di tutti i dolori e vantaggi e di tutti i piaceri e
vantaggi dell'individuo nel corso della sua vita. Tale teoria,
peraltro, sarà oggetto di feroci critiche da parte di Giuseppe
Mazzini, il quale - diversamente - riteneva che l'individuo dovesse
improntare la sua condotta morale sui doveri, prima ancora che sui
diritti e sui piaceri. Altri importanti teorici del pensiero
liberale furono Benjamin Constant, Tocqueville e Stuart Mill, i
quali, peraltro, riterranno che "il governo della mediocrità
è un governo mediocre" e "per infrangere
l'oppressione è necessario essere eccentrici". I
liberali, infondo, a differenza dei democratici (che possono anche
essere dei mediocri, al punto dal tollerare eventuali "dittature
della maggioranza"), sono da sempre degli “eccentrici”. Nel
senso buono, s'intende. Fra costoro il celebre Karl Popper,
liberale puro per antonomasia. Popper, infatti, aveva una fiducia
incondizionata nella ragione empirica e riteneva che lo Stato fosse
un male necessario, in quanto è un male perché implica un certo
grado di coercizione, necessario in quanto indispensabile a risolvere
i contrasti sociali. Inoltre egli si definiva "democratico"
non in quanto ritenesse che la maggioranza dovesse sempre avere
ragione, bensì in quanto "gli istutiti democratici
rappresentano il male minore". Inoltre egli riteneva che
le istituzioni liberaldemocratiche, affinchè possano funzionare,
devono essere suffragate da solide tradizioni politiche e culturali,
in assenza delle quali esse rischiano di scivolare verso la
dittatura. Per finire, Popper, affermava chiaramente che, in nome
della Tolleranza e della società aperta e liberaldemocratica, si
deve essere disposti a negare tale tolleranza agli intolleranti, i
quali devono essere sempre e comunque combattuti. Pena il decadimento
della società aperta e liberaldemocratica. L'analisi di Mauro
Cascio prosegue, sino a toccare Amartya Sen, celebre economista
indiano, e concludere con la Loggia massonica Propaganda 2 di cui fu
Venerabile Licio Gelli ed il cui programma (Piano di Rinascita
Democratica) è inserito nel saggio stesso, in appendice. Un
programma economico-politico che, come ebbe modo di dirmi il prof.
Aldo Alessandro Mola, in una intervista che gli feci nel settembre
2011, se lo si legge senza pregiudizi "esso mirava a
consolidare la democrazia ed a conciliare i cittadini".
"Grandezze e miserie del pensiero liberale" è dunque
un ottimo testo di approfondimento per ricercare, senza pregiudizi,
le origini del liberalismo e comprendere i motivi per i quali, in
Paesi scarsamente liberali, come ad esempio l'Italia, fu spesso
osteggiato e vilipeso.
 Luca Bagatin
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11 maggio 2012
Storia della Magia
 
Per noi studiosi di gnosi ed
esoterismo, la "Storia della Magia" scritta dal poliedrico
genio di Pier Carpi che fu fumettista, giornalista, ricercatore del
mistero ed esperto di Massoneria, è certamente un'opera completa,
ben scritta e degna d'essere consultata con grande attenzione. Un
vero compendio di Storia, cultura, Tradizione magica, alchemica,
esoterica. Ed anche ad essa, abbiamo dunque ed inevitabilmente
attinto, al fine di percorrere questo lungo viaggio attraverso il
mistero.
Pensiamo ad esempio ai Caldei.
Ne avete mai sentito parlare ? Partiamo
non a caso dai Caldei, in quanto essi furono l'antico popolo la cui
astrologia permetteva loro di raggiungere la Conoscenza, ovvero
quella che, secoli dopo, sarà definita Gnosi.
I Caldei, costruttori della mitica
Torre di Babele, capace, metaforicamente e misticamente, di unire "il
cielo alla terra", un po' come faranno gli scalpellini ed i
primi Liberi Mutarori operativi con la costruzione delle
Cattedrali. L'unione fra cielo e terra è la base della Magia per
tutti i popoli dell'Universo. La ricerca del Divino, la
contrapposizione delle forze del Bene a quelle del Male, così
com'era nella dottrina di Zoroastro. Zoroastro, profeta che
apparve nel VII avanti Cristo, predicò appunto la dottrina secondo
la quale il Bene avrebbe trionfato sul Male e non a caso tale
dottrina influenzò pressochè in toto non solo le dottrine
successive, ma in particolare il Cristianesimo che, dallo
Zoroastrismo, trasse pressochè ogni simbolo e tradizione (come il
culto del 25 dicembre, giorno di nascita di Zoroastro). Lo
Zoroastrismo, dalla Persia si diffuse sino all'Europa, con gli
Albigesi, poi sterminati dai cristiani ed il cui culto è oggi
comunque ancora vivo in confraternite segrete, che ne custodiscono
gelosamente la fede. L'avreste mai sospettato ? In terra
d'Israele, intanto, Salomone iniziava la costruzione del suo Tempio,
che sarà fonte di ispirazione spirituale per confraternite quali i
Fedeli d'Amore (dei quali fece parte anche Dante Alighieri), i
Rosa+Croce, i Templari, gli Gnostici ed i Massoni e, nell'Antico
Egitto, la Sfinge sarà oggetto e punto di riferimento di ogni
ricercatore dello Spirito e sacerdote dell'epoca. Il culto dei
morti era alla base della religione egizia: la Terra dei Morti era
l'Occidente, perché là si spegneva il Sole, identificato con il dio
Osiride. Poco più a nord, nell'Antica Grecia, erano presenti,
accanto ai maggiori filosofi del pensiero occidentale, numerosissimi
culti misterici che sfuggivano a qualsiasi verifica e/o spiegazione
razionale. Pitagora, ad esempio, codificò la creazione del mondo
per mezzo dei numeri e, dunque, il numero fu visto come il simbolo
delle cose. Altro aspetto caratterizzante la magia greca era
l'interpretazione dei sogni: celebre in tal senso il libro di
interpretazione dei sogni di Artemidoro. Il più grande mago
dell'Antica Grecia, ad ogni modo, era Apollonio di Tiana, il quale
viaggiò a lungo, sino in India ed insegnò ai suoi discepoli il
metodo per scacciare demoni e folletti, per mezzo dell'insulto e
dello scherno, senza averne alcuna paura. Si racconta, inoltre, di
come Apollonio di Tiana si fosse imbattuto in un vampiro e di come
riuscì a combatterlo, per mezzo della sua magia. C'è invece un
forte parallellismo fra il culto greco di Orfeo e quello osirideo
dell'Antico Egitto ed in esso già troviamo il concetto cristiano del
Salvatore, per quanto esso si rivolgesse solo a pochi iniziati, così
come i celebri Misteri di Eleusi. Possiamo notare come in tutti
questi culti misterici, ad officiare le cerimonie, ci fossero in
particolare donne: a simboleggiare la Terra Madre Gea, la
generatrice. E ciò sarebbe bene ricordarlo anche a diversi moderni
Massoni, i quali, in talune Obbedienze, si rifiutano di iniziare le
donne. La Magia ebbe purtuttavia difficoltà a penetrare
nell'Impero Romano, poiché fu vietata dagli Imperatori, per quanto
qualcuno di loro fosse solito rivolgersi ad indovini ed
astrologi. Mentre il Cristianesimo andava propagandosi, invece,
esso covava la Gnosi al suo interno. Pensiamo infatti a come le
antiche conoscenze della Caldea e dell'Egitto, fossero riuscite a
penetrare nel mondo barbaro, sino alla Gallia, i cui Druidi
praticavano queste stesse conoscenze e culti. Come ci ricorda Pier
Carpi, essi conoscevano - ben prima dell'avvento di Gesù - il
concetto di Trinità ed il culto della Vergine (Iside). E' tutto
"scritto" nella Cattedrale di Chartres...invero. Fu così
che, durante il Medioevo, iniziò a diffondersi la leggenda del Graal
e la leggenda gnostica secondo la quale Adamo ed Eva erano alla
ricerca della Conoscenza e dunque il Serpente fosse il vero Dio del
Bene, capace di offrirla loro. Chi fosse riuscito a bere dalla
coppa del Santo Graal – visto anche come la Pietra Filosofale degli
Alchimisti - sarebbe diventato simile a Dio, avendo raggiunto la
Conoscenza ricercata dagli gnostici. Che cosa sia davvero il Santo
Graal non lo sappiamo. La coppa del Cristo ? La Stirpe Reale
originata dal Cristo e dalla Maddalena ? Oppure forse la semplice
ricerca della Gnosi, della Verità, del Divino insito in ciascuno...
Al fine di porre un freno al
diffondersi della Gnosi, Re Carlo Magno istituì la Santa Vheme, una
società segreta composta da giudici, la quale aveva il compito di
seminare il terrore fra gli gnostici, i druidi, i maghi e dunque di
giudicarli segretamente e di farli giustiziare. La Santa Vheme diede,
dunque, inizio alla terribile Inquisizione, ovvero il braccio armato
della Chiesa Cattolica contro i Ricercatori dello Spirito.
Nelle mani dell'Inquisizione finirono
persino i Cavalieri Templari, i quali, sorti come Ordine Cavalleresco
fedele al Papa, grazie alla loro ricchezza, divennero preda delle
mire di Re Filippo il Bello di Francia, il quale voleva
impadronirsene.
I Templari erano inoltre a conoscenza
di rituali e conoscenze gnostiche che avevano appreso in Terra Santa
e ciò fu la scintilla che portò il Re di Francia a convincere il
Papa Clemente V ad accusarli di eresia e, dunque, a sciogliere
l'Ordine. I Cavelieri furono torturati e dunque condannati a morte,
assieme al loro ultimo Gran Maestro Jaques de Molay.
Celebre fu la profezia del de Molay,
arso vivo nella piazza della Concordia a Parigi: “Io muoio da
innocente, ma chiamo entro un anno dinanzi al Tribunale di Dio il
Papa e l'Imperatore. E l'ultimo discendente di Filippo il Bello
morirà in questo luogo, ucciso da un Templare”.
La profezia si avverò: il Re ed il
Papa morirono entro un anno e l'ultimo discendente dei Capeto, la
famiglia reale di Francia, Luigi XVI, sarà ucciso in piazza della
Concordia, ghigliottinato da un boia che dichiarò di appartenere ad
una società segreta templare.
Nella storia della Magia giocarono un
ruolo importante anche gli zingari, probabilmente discendenti dalla
stirpe egizia e, non avendo mai accettato totalmente la fede
cristiana, saranno costretti dal Papa a girovagare per il mondo in
eterno, senza mai fermarsi. La malafede farà sì che gli zingari
saranno accusati delle peggiori nefandezze, mentre in realtà furono
semplicemente un popolo da sempre perseguitato per il loro senso di
libertà, esattamente come gli ebrei.
Popoli considerati eretici, dunque, gli
zingari e gli ebrei, così come erano considerate eretiche le
ricerche di San Tommaso d'Aquino relative alla ricerca della Pietra
Filosofale ed il suo maestro Alberto Magno, che, si racconta fosse
riuscito a costruire un automa meccanico, costruito secondo regole
astrologiche e che avesse persino la capacità di parlare.
E' però il Diavolo la figura chiave
nella storia della Magia. Figura mitologica che teme i mistici e li
vorrebbe combattere. Le adoratrici del Diavolo erano le cosiddette
streghe e, per secoli, numerosissime donne innocenti subirono atroci
torture e sevizie sino ad essere arse vive per l'infondata accusa di
essere delle adoratrici di Satana. E ciò sino all'avvento di Luigi
XIV, il Re Sole, che tramutò la condanna a morte in carcere a
vita...per quanto l'ultimo rogo per accusa di stregoneria fu acceso
nella stessa Francia nel 1856, solo quattordici anni prima della
breccia di Porta Pia e della fine del potere temporale dei Papi.
Fra i grandi mistici che operarono nel
segreto durante il Rinascimento, ad ogni modo, ricordiamo Paracelso e
Nostradamus. Quest'ultimo in particolare per le sue azzeccatissime
profezie scritte in quartine, ancora oggi oggetto di studio e di
totale attualità, per quanto di difficile interpretazione anche a
causa del linguaggio volutamente criptico del mistico francese.
Eredi dirette della tradizione
spirituale gnostica sono certamente la confraternita dei Rosa+Croce e
la Massoneria.
La prima si collega al personaggio
mitologico di Cristiano Rosenkreutz che, all'età di sedici anni,
partì per la Terra Santa assieme ad un amico. L'amico morì, ma
Cristiano proseguì il viaggio che divenne via via “iniziatico”,
alla ricerca degli Antichi Misteri e delle Antiche Tradizioni, la cui
riscoperta poteva essere utile all'Umanità per evolversi socialmente
e spiritualmente.
I Rosa+Croce, infatti, furono
essenzialmente dei riformatori sociali, oltre che dello spirito. La
loro confraternita, infatti, si manifestò con l'apparizione dei
manifesti denominati Fama Fraternitatis, apparsi a Parigi ed in
Germania, nei quali si parlava di antioscurantismo e di riforme
sociali.
La Massoneria, diversamente, apparve
ufficialmente più tardi, ovvero nel 1717, in Inghiliterra,
inizialmente come club al quale potevano accedervi sia muratori
operativi che muratori speculativi, ovvero dediti alla speculazione
filosofica ed esoterica.
Erede dei costruttori delle Cattedrali
ed ispiratasi alla leggenda di Hiram, architatto costruttore del
Tempio di Re Salomone, la Massoneria si diffonderà ben presto in
tutta Europa e nel Nuovo Mondo, sino a diventare la più grande
confraternita mondiale, dedita alla speculazione spirituale,
all'umanesimo ed alla beneficenza.
Massone fu anche il celebre conte
Alessandro di Cagliostro, di origine portoghese, mago, alchimista e
filantropo, ingiustamente e volutamente fatto passare per
l'imbroglione siciliano Giuseppe Balsamo. Cagliostro fu torturato ed
incarcarato dall'Inquisizione nella rocca di San Leo, per il solo
fatto di essere massone e fondatore della Massoneria di Rito Egizio.
Alessandro di Cagliostro fu l'ultima
vittima dell'Inquisizione, esattamente come egli aveva profetizzato
ed ancora oggi è ricordato e celebrato a San Leo, nel Montefeltro,
con una manifestazione “ad hoc” dal titolo AlchimiAlchimie,
organizzata con il patrocinio comunale ed in collaborazione con le
maggiori Obbedienze massoniche italiane.
E che dire, poi del mitologico conte di
Saint-Germain, della Società Teosofica e delle confraternite
spirituali fiorite nel XIX secolo ? E del mago Aleister Crowley che
si dice fosse una spia al servizio degli inglesi per combattere
Hitler ?
Nessuno, peraltro, avrebbe mai potuto
sospettare che, durante la Guerra Fredda, USA ed URSS, avessero speso
cifre enormi del proprio bilancio per finanziare ricerca nel campo
del paranormale. Persino i militari hanno capito che il futuro è
nello sviluppo delle potenzialità latenti dell'individuo, nella
telepatia, nella levitazione.
Basti pensare che il Nautilus, primo
sommergibile atomico della Storia, navigò sotto la calotta polare
per mezzo della telepatia. Il comandante del sommergibile – che non
aveva altri strumenti per procedere - riceveva infatti ordini di
navigazione da un telepatico che si trovava su una nave appoggio. Chissà come mai, nonostante oggi
viviamo in un'epoca ultra-tecnologica e all'apparenza figlia del
pisitivismo, la Magia, la ricerca spirituale ed il mistero ad essa
correlata, affascinano ancora molto l'essere umano. Probabilmente in
quanto, quegli stessi fenomeni inesplicabili che ci attraggono, sono
insiti nel nostro stesso inconscio collettivo, come, per molti versi,
sosteneva il grande psicanalista Carl Gustav Jung. 
Luca Bagatin
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8 maggio 2012
Analisi delle amministrative 2012 e proposte per un vero Partito per le Libertà (civili, economiche, sociali, sessuali)
 
Sensibile calo dell'affluenza alle
urne, pieno successo del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e
disfatta del PdL. Questa la fotografia delle amministrative
2012. Una fotografia che, invero, era non solo prevedibile, ma
persino auspicabile. Auspicabile in quanto monito per una classe politica incapace, corrotta, tartassona,
burocratica e partitocratica. Una classe politica che, negli
ultimi vent'anni, ha lanciato slogan e promesse a vanvera, senza
riformare alcunchè. Anzi: tale classe politica ha esautorato i
cittadini del loro diritto al voto per mezzo di leggi elettorali "ad
hoc" per favorire questo o quel candidato scelto dalle
Segreterie nazionali; ha scippato agli elettori i risultati dei
referendum su abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e
privatizzazione della Rai, nonché ha disatteso l'abolizione delle
Province, come richiesto dalla maggioranza degli elettori
italiani. Elettori in particolare liberali e moderati che,
giustamente, oggi non si riconoscono più nel PdL, ormai diventato un
comitato d'affari ad uso e consumo degli accoliti di Berlusconi,
peraltro con evidenti tendenze stataliste e burocratiche. Gli
elettori liberali e moderati, hanno ormai dimostrato che preferiscono
o non andare a votare, oppure scelgliere il partito di Grillo. Ora,
io non sono d'accordo con moltissimi punti programmatici di Beppe
Grillo, purtuttavia riconosco una profonda validità di ciò che
afferma, quando si propone di contrastare la partitocrazia e la
corruzione dilagante. E' vergognoso, infatti, candidare inquisiti e
corrotti. E' altrettanto vergognoso che i partiti si facciano le
leggi a loro esclusivo uso e consumo ed a diretto danno dei
cittadini-elettori. E' quanto è accaduto ed, in questo senso,
Beppe Grillo ha ragione da vendere. Oltretutto ha il grandissimo
pregio di presentarsi al di fuori di qualsiasi schieramento e logica
politica "destra-sinistra". E' questione annosa, quella
della lotta alla partitocrazia. Una lotta che, in tanti anni, hanno
combattuto i soli Radicali di Pannunzio e successivamente di Pannella
ed il movimento Unione Democratica Nuova Repubblica, fondato dal
repubblicano mazziniano Randolfo Pacciardi, negli anni '60. Oggi è
una battaglia più che mai prioritaria e necessaria, poichè, la vera
antipolitica, è quella che portano avanti il Pd ed il PdL, in
primis, da troppi anni. Ed i risultati, in termini di sfacelo
economico-politico, si sono visti. Occorre ridare voce ai liberali
ed ai moderati italiani, che oggi non hanno più una casa. Occorre
dare voce alle partite IVA, alle piccole e medie aziende soffocate da
debiti ed imposte elevatissime. Occorre dare voce ai laici, che mal
sopportano le elucubrazioni religiose del Vaticano, le quali impediscono
all'Italia una seria e sana ricerca scientifica e che impediscono
alle coppie di fatto di avere i medesimi diritti delle coppie
sposate. Occorre un nuovo, vero, Partito per le Libertà. Civili,
economiche, sociali, sessuali. Un partito che sappia dialogare anche con Beppe
Grillo e che prenda dal Movimento 5 Stelle, quanto di meglio ha da
dare in termini di onestà morale ed intellettuale. Un partito che
parli un linguaggio non ideologico, leggero, antipartitocratico. Che
non parli ai soliti "accoliti", ma alle persone comuni e
che si contrapponga ad un carrozzone cattocomunista "centrosinistro"
che, se tornasse al governo, saprebbe riportare in auge solamente
tasse, burocrazia e vantaggi per i soliti noti. Se non ora, quando
? Diversamente, a noi liberali, moderati e libertari, non rimarrà
che un arma. Civile e nonviolenta: l'ormai consueto sciopero del
voto.
 Luca Bagatin
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8 maggio 2012
AFORISTICA di Paolo Bianchi

L'aforisma
è sintesi.
Prima
di decidere come rapportarmi agli altri, vorrei essere sicuro che
questi altri ci siano davvero.
Se
pensando ti preoccupi che il tuo pensiero sia adeguato, simpatico,
condiviso e corretto, ti prego, smetti di pensare !
  
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4 maggio 2012
"Selezioni" di personale discriminatorie o, quantomeno, arbitrarie
 Da qualche tempo sono persuaso che dovrei scrivere un articolo lungo ed
esaustivo, relativo alle "selezioni" di personale, in ambito lavorativo.
E come potrebbe essere diversamente visto che, molti, moltissimi, in
particolare giovani, in questi ultimi anni, stanno disperatamente
cercando (o perdendo) un'occupazione ?
Non è un discorso retorico e, se c'è una cosa che detesto, sono i discorsi retorici.
Non voglio, qui, soffermarmi sulle cause della disoccupazione, in
particolare giovanile, che è spesso causata da una legislazione
penalizzante per le aziende in termini di possibilità di assumere un
giovane: troppi oneri fiscali e parafiscali in primis. Troppi vincoli ai
lincenziamenti (il famoso e vetusto Articolo 18 !).
Vorrei qui soffermarmi, piuttosto, sulle troppe e nemmeno troppo celate
discriminazioni di aspiranti lavoratori, fra richieste di foto da
allegare ai curriculum, limiti di età e spesso anche differenze di genere sessuale
(e questo non vale solo per le femminucce, anche i maschietti sono
spesso discriminati).
Mi chiedo quale origine antropologica abbia la
psicosi di coloro i quali sono deputati a "selezionare" in siffatto modo e che, per
quanto mi riguarda, se fossi un imprenditore, potrebbero anche restarsene a
casetta loro.
Non si comprende davvero perché discriminare in base all'aspetto fisico (non parlo di cura dell'aspetto fisico, bensì di semplice aspetto fisico), in base al
sesso, in base all'età, un candidato ad un qualsivoglia impiego ed, invece, non
si selezioni piuttosto in base alle capacità, al merito, al curriculum
di studi, alle esperienze, sia lavorative, che formative, che culturali.
Persino in base alle passioni ed alla creatività del candidato !
Se ci si sofferma a pensare, ad osservare tutto ciò, si scorge una
realtà aberrante, che pure esiste ed è vicina, ed è aberrante proprio
perché potenzialmente tocca tutti noi: alti, bassi, in sovrappeso,
magri, presunti belli e/o presunti brutti, giovani, giovanissimi, non
più giovani, maturi, quasi maturi, vecchi.
Tutte considerate "categorie" da "selezionare" in base ad arbitrarissimi criteri.
Andrebbe fatta una vera inchiesta approfondita, relativamente a ciò. A
quanto accade in Italia e, magari, anche all'estero (ove mi dicono che,
ad esempio, negli Stati Uniti d'America, nei curriculum non sia -
fortunatamente - nemmeno richiesta l'età del candidato all'impiego).
Si potrebbero scoprire scenari davvero curiosi e, spesso, poco produttivi e poco meritorcatici.

Luca Bagatin
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3 maggio 2012
Nuova Coscienza e Guarigione: convegno internazionale delle Edizioni Mediterranee a Riccione dal 3 al 7 maggio
Desideriamo segnalare questo interessante Convegno organizzato dalla Dott.ssa Paola
Giovetti e dalle Edizioni Mediterranee.
Per informazioni
e invio del programma, rivolgersi a:
Edizioni
Mediterranee
srl -
Via Flaminia,
109 - 00196 Roma tel.
06/3235433 fax 06/3236277
e-mail: convegni@edizionimediterranee.net o alla coordinatrice
del Convegno,
d.ssa Paola Giovetti,
via Archirola
33 - 41100 Modena
- tel. 059/306746. Quest'anno il congresso internazionale promosso dalle Edizioni
Mediterranee è giunto alla sua XX edizione: un
traguardo importante – e abbastanza insolito per questo tipo di
manifestazione: segno evidente che c’è consenso a capacità di
rinnovamento. Quest’anno il programma è particolarmente ricco e tutto
rivolto alla guarigione interiore ed esteriore e alla nuova coscienza
che dovrà caratterizzare il mondo nuovo che tutti auspichiamo.
Tanti e tutti coinvolgenti i temi trattati: l’americana Allison
Lee Axinn grande esperta della reincarnazione e capace di
riportare indietro nel tempo, tratterà l’affascinante tema “La vita tra
le viteregressione a vite precedenti” e sarà disponibile anche per
incontri privati di regressione e per un seminario.
Il medico Umberto Scapagnini parlerà della sua
esperienza di premorte e di ciò che essa gli ha
lasciato. Il monaco Zen Dario Girolami introdurrà alla meditazione Zen e
all’arte del risveglio.
Uno dei punti focali della manifestazione sarà la Tavola
Rotonda sulla fatidica data del 2012 ormai alle porte affrontata
nell’ottica micheliana del cambiamento positivo in ogni campo
dell’attività umana con la partecipazione di Grazia Francescato Paola
Giovetti Fausto Carotenuto e del guatemalteco Carlos Barrios,
storico, antropologo e sacerdote Maya depositario di una
millenaria tradizione.
Gisella Lochmueller, referente per l’Europa dell’Associazione
dedicata a Edgar Cayce, parlerà del grande dono di
guarire di questo straordinario personaggio e di ciò che egli ci ha
lasciato. Il medico Sergio Maria Francardo introdurrà alla medicina
antroposofica e Giulietta Bandiera insieme al musicista Rino Capitanata
proporrà la meditazione con l’I Ching. Ancora: Selene Calloni Williams
farà conoscere le straordinarie Carte dei NAT antichissimo
strumento iniziatico per parlare con gli antenati per la prima
volta rivelate al grande pubblico.
Si parlarà anche di mandala (Daniela Respini) e
di tarocchi (Luciana Pedirota) come strumenti per
conoscersi e vivere consapevolmente, di alchimia spirituale
(Mariano Bizzarri) di come superare ansie e fobie e ritrovare la via
della guarigione (Osvaldo Sponzilli e Enza Carifi)di Spaceclearing e Feng
Shui (Lucia Larese)di amore karmico e destino
(Paolo Crimaldi) e altro ancora.
Nella serata di sabato 5 maggio Adriana Rojas: (Guatemala)
sciamana della tradizione Maya farà per tutto il
pubblico un suggestivo rito del fuoco.
Nei giorni domenica e lunedì (6 e 7 maggio) saranno proposti
seminari esperienziali di uno e due giorni e per tutta la durata del
convegno relatori e sensitivi saranno e disposizione per incontri
privati e serate di approfondimento.
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2 maggio 2012
Amministrative 2012: il mio appello (liberale e libertario) al NON voto

Le elezioni amministrative del 6 e 7
maggio prossimi saranno un ottimo laboratorio. Un ottimo
laboratorio di prova per tutti coloro i quali si rifiutano di dare il
loro appoggio e sostegno ad una classe politica intellettualmente e
moralmente disonesta, pasticciona, incapace di fare radicali e serie
riforme liberali (per introdurne alcune, infatti, c'è voluto un
governo tecnico !). Una classe politica tartassona e statalista. Ora,
io non sono affatto per l'antipolitica. Ho iniziato a fare politica
fra i 16 ed i 17 anni, mi sono candidato due volte ad elezioni
provinciali ed una alle comunali. Sempre in liste indipendenti che
sostenevano l'abolizione degli enti inutili, la riduzione degli
sprechi e per la lotta alla partitocrazia. Sono stato iscritto a
partiti storici e di governo dell'area laica e liberale e lì ho
anche ricoperto importanti incarichi. Purtuttavia e proprio per
questo non ho il prosciutto sugli occhi e ritengo di amare a
sufficienza la vera politica e di essere immunizzato dall'antipoltica
alla Grillo, ma anche a quella dei Bersani, degli Alfano, dei Bossi,
dei Casini e dei Di Pietro. Una recente inchiesta dei giornalisti
Stella e Rizzo ha rilevato come i costi delle amministrazioni
italiane siano lievitati: fra il 2000 ed il 2009 le uscite delle
Regioni italiane sono passate da 119 a 209 miliardi di euro. Le
Province, poi, continuano a succhiare inutilmente danaro, per non
parlare di micro-Comuni italiani che potrebbero, più utilmente,
essere accorpati e la medesima sorte potrebbe toccare a Consorzi e
Comunità montane. In tutto ciò non c'è nessuna forza politica
che, alle prossime amministrative, si candidi per ridurre questo
immane Carrozzone pubblico che ci sta costando in termini di imposte,
fra IMU ed aumenti dell'IVA. Oltre a ciò i partiti stanno
continuando a distribuirsi i rimborseggi (nonostante fossero stati
aboliti da un noto referendum Radicale) e, quanto alla
privatizzazione del Carrozzone Rai, nemmeno se ne parla più (altro
referendum Radicale vinto a stragrande maggioranza ed il cui esito è
stato disatteso !). Questa non è politica: è partitocrazia
selvaggia. E' potere tolto ai cittadini, i quali hanno solo un'arma
nonviolenta e civile: il NON VOTO. Un non voto che, se superasse
il 50%, forse, darebbe un segnale alla politica e potrebbe invitare
"questi" politici che talvolta si camuffano nelle civiche,
a trovarsi un altro mestiere. Occorre, insomma, ripartire da zero
per ricostruire: mandare a casa questa classe politica, avviare
un'Assemblea Costituente con personale politico completamente
rinnovato e, possibilmente, con forze politiche completamente nuove,
le quali aboliscano i finanziamenti pubblici a partiti e giornali
(tutti, non solo agli organi di partito); che aboliscano Province ed
enti inutili; che accorpino i Comuni di medio-piccole dimensioni; che
riducano l'IVA, aboliscano l'IMU, privatizzino la Rai. Introducano,
finalmente, una legge elettorale chiara e diretta, con l'elezione
diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di
governo. Forse, allora, l'Italia sarà un Paese che in Europa
potrà davvero contare ed imporre le sue regole e non rimanere una
"macchietta" in balìa di burocrati e politicanti parolai. 
Luca Bagatin
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28 aprile 2012
"La mia vita è un Caos Calmo: Frasi fritte" monologo by Baglu
Eccomi qui, seduto su questa panchina. Leggo il giornale, guardo le
persone passeggiare, le automobili, il palazzo di fronte, a volte fumo, a
volte mangio. Sì mangio, ma mangio più volentieri da Mario, il
ristorante vicino a questa panchina che, stranamente, non è mai occupata
nelle ore in cui ci passo io. Ogni giorno una ragazza che passeggia
con il suo cane - un husky - mi sorride e saluta. Poi c'è un ragazzo
disabile che viene da me
e mi regala una caramella. Poi c'è anche un pensionato, nel palazzo
di fronte, che a volte ha bisogno di compagnia ed a volte mi invita a
mangiare degli spaghetti al pomodoro da lui. E' vedovo da due anni. C'è un deficiente che ha detto che chi siede in panchina perde il suo tempo. Anzi no, ha detto "campa cavallo che l'erba cresce". Poi c'è
anche qualche altro deficente che viene da me e mi dice: "La vita continua", anzi no "La partita della vita continua". Ecco, se c'è una cosa che non sopporto sono le frasi fatte. Ed i paragoni privi di senso come "partita", "discesa in campo". Qualche anno fa c'era anche un politico che parlava di "discesa in campo". Mah. Questo
modo di parlare mi fa pensare ai vuoti di pensiero e non posso pensare
che gli esseri umani siano così pieni di vuoti di pensiero. Ecco, "pieni di vuoti" è una contraddizione in termini, ma oggi mi va di parlare così. Oggi ho visto la Morte in faccia. No, non è una metafora, che poi sarebbe una metafora abusata, se così fosse. Oggi,
come ogni giorno da un anno, stavo seduto sulla mia panchina, quando ad
un tratto una figura alta, avvolta da una lunga tunica nera, con una
falce in mano, mi si è seduta accanto e si è messa ad osservarmi. Era uno scheletro, sì, uno scheletro avvolto da una tunica,
con questa imponente falce. L'ho osservata per un attimo, distogliendolo da una rivista che stavo leggendo. Per un solo attimo. Poi ho ripreso la lettura. "Baglu... Tu sei Baglu, l'uomo della panchina. Quello che scrive per riviste specializzate..." "Non lo so. Non mi interessa. Per cortesia, potrebbe almeno fare silenzio ? Sto leggendo !" "Quello che fa politica, anche."
"Facevo politica. Da ragazzo."
"Baglu, tu mi temi, non è vero ?" "No. Non è vero." "Ah già, sì, hai ragione. Tu prediligi le precisazioni." "Chi sei ?" "La Grande Mietitrice." "Uhm." "E tu sei Baglu, quello che teme la morte delle persone care." "Sì, anche." "Ed anche la fine delle cose..." "Sì, delle cose che amo, quelle che mi hanno fatto stare bene. Anzi no, non si tratta di cose ma...la fine di..." "Perché parli al passato, Baglu ? La vita, infondo, continua..." Mi sono alzato di scatto, ho gettato la rivista sulla panchina e, rivolgendomi alla Grande Mietitrice: "Eh no ! Eh no ! Non puoi parlare anche tu per frasi fatte ! Che cosa vuol dire la vita continua ?!? Non puoi
presentarti qui, dire "Sono la Grande Mietitrice" e poi parlare per frasi fatte e dire cazzate, sì, cazzate ! Non accetterò mai certe cose. Non voglio accettarlo. Non è giusto. Non starei su questa panchina se credessi alle cazzate che mi dici. Non leggerei cose che mi piace ancora leggere, anche se passate. Ma passate in un modo che non è passato. Perché il sentimento rimane. Quello non finisce. Le cose che ci sono state, che ci saranno, che ci sono. No, Grande Mietritrice, tu non puoi capire. Non puoi capire le emozioni che si provano nel leggere o rileggere cose tipo "Orgoglio e Pregiudizio", ma non il romanzo, no. Quello che Lei scriveva allora, le emozioni che provava, quando nemmeno la conoscevo ancora. O a quando scriveva di Nano che era...sull'asfalto, esanime, e quanto amore gli aveva trasmesso quando era in vita, sin da quando l'aveva accudito sin da piccolo, quando la madre era morta. Ma tu, Grande Mietitrice, che cosa ne sai, eh ? Cosa ne sai del dolore ? Che ne sai, tu e le tue frasi fatte ??? Tu, una battuta come quella delle cassaforti che si incontrano, nemmeno la capiresti. Ed invece a ma aiuta a sorridere. Ancora.". La Morte scomparve dalla panchina. Al
suo posto una musica...ed io lì a cantare "Lontano lontano" di Luigi
Tenco, danzando con la ragazza dell'husky, il ragazzo disabile, il
risoratore Mario ed il pensionato degli spaghetti.
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25 aprile 2012
Per uscire dalla crisi occorre restituire sovranità ai cittadini. Occorrono, dunque, politiche liberali e libertarie
All'indomani dell'esito elettorale delle presidenziali francesi - le
quali hanno favorito il socialista Hollande - stavo riflettendo relativamente al fatto che, se gli
esiti elettorali di questo periodo di crisi
mondiale (causata principalmente dalle fallimentari politiche keynesiane
di indebitamento e deficit spending), favoriscono i "sinistri" più
statalisti e le destre sociali, esterme e nazifasciste, forse c’è
qualche cosa di cui
preoccuparsi.
Probabilmente, anche laddove hanno governato i liberali e gli
antistatalisti (come in Francia, ad esempio o in Italia, almeno a
parole), questi non
hanno saputo o voluto proporre ricette liberali e liberiste di rilancio
dell'economia, bensì hanno
proseguito nello spremere i contribuenti ed imporre politiche
assistenziali
(a garanzia solo di alcuni settori, come in Italia) e burocratiche, a
tutto vantaggio dei privilegi della Casta e della partitocrazia.
La medesima cosa sta accadendo negli USA, ove Romney (che rischia di
essere il pessimo rappresentante del GOP), lungi dal proporre serie
riforme libertarian (come invece fa il suo concorrente alle primarie Ron
Paul), si accoda, garantendo - di fatto - la vittoria al keynesiano
e statalista Obama.
Di questo passo, dalla crisi mondiale, non usciremo mai: sarà una
spirale senza fine, nella quale il potere dei governi e della relativa
burocrazia, si farà sempre più oppressivo ed opprimente nei confronti
dei cittadini. In particolare di quelli onesti ed abituati a pagare di
tasca propria, in luogo di nessun servizio pubblico. Purtroppo, delle
politiche liberali annunciate da Sarkozy nella precedente campagna
elettorale, non è rimasto nulla. Non parliamo di quelle di Berlusconi,
la cui ultima prova di governo è stata degna del peggior governo Prodi:
ovvero illiberale, statalista e social-burocratica. A tutto vantaggio di
politiche keynesiane alla Tremonti (che non a caso sostiene Hollande) e
corporative (in linea con il programma della Lega Nord, a tutela di
interessi particolari a livello locale). Dunque, cari liberali e
libertarian, sino ad ora siamo ben lontani dai fasti delle
amministrazioni Reagan e Thatcher, dallo sviluppo degli anni '80 che,
persino nella statalista Italia, un leader
liberalsocialista lungimirante come Bettino Craxi, riuscì a far decollare, abolendo
la scala mobile ed abbattendo l'inflazione. Invero, Hollande, a parte
fallimentari politiche di deficit spending e dunque di indebitamento
statale, di aumenti delle imposte e di abbassamento dell'età
pensionabile, porta avanti anche politiche accattivanti, quali ad esempio il matrimonio omosessuale e le adozioni agli
omosessuali, oltre che l'introduzione del diritto di eutanasia ed in
questo senso gli va dato atto di essere l'unico leader della sinistra
europea, dopo Zapatero, ad aver avanzato tali proposte che,
fortunatamente, sono anche patrimonio di gran parte della destra
liberale europea (non di quella italiana, in quanto, qui da noi, la destra liberale, è pressochè completamente assente). Curioso, in effetti, che il decrepito Pd italiano sostenga
Hollande, il quale, già dal fatto di essere socialista, ha una storia
completamente diversa rispetto al partito di Bersani, il quale è un ircocervo fra
centro e sinistra conservatori.
In tutto ciò, ad ogni modo, salta agli occhi il fatto che siamo di
fronte ad un'Europa disomogenea sotto il profilo politico e progettuale.
Un'Europa ancora lungi dal diventare una vera federazione politica di
Stati, che, al momento, si arrabattano come possono, senza restituire la
sovranità ai cittadini.
Il sogno di molti giovani, dopo la caduta del Muro di Berlino, era di
una nuova era: democratica, liberale, civile, antitotalitaria ed
antitotalizzante.
Oggi ci troviamo in totale balìa degli Stati e dei governi...che, spesso, fanno il bello ed il cattivo tempo.
Occorre una nuova iniezione di libertarismo ed antistatalismo.
 Luca Bagatin
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