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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 agosto 2014

L'uomo che fissa le capre, Jim Channon, lo sviluppo del potenziale umano ed il fallimento delle politiche militari (specie made in USA)

Ne hanno fatto anche un film.

Abbastanza grottesco. Come grottesca è la vicenda. Più che di vicenda, si tratta in realtà dell'esistenza di assurde attività praticate all'interno dell'esercito statunitense, sin dagli Anni '50.

Attività che sconfinano nel paranormale al punto che in un luogo militare chiamato Fort Bragg, a capo di un personaggio assurdo - benché Generale Maggiore - chiamato Albert Stubblebine, si stenta a credere che siano stati praticati i più curiosi esperimenti: dallo stordimento di ignari greggi di capre, sino al tentativo di attraversamento dei muri da parte di soldati addestrati all'uopo.

E' una storia che potrebbe essere stata partorita da qualche romanzo di fantascienza e/o di fantapolitica ed in realtà è la storia ricostruita dal giornalista Jon Ronson un decennio fa, attraverso il saggio "L'uomo che fissa le capre", dal quale di recente è stato tratto l'omonimo film-commedia con George Clooney.

E' una ricostruzione suggestiva e a tratti irriverente, quella di Ronson, ma profondamente inquietante.

E' inquietante, infatti, pensare che quella che si definisce o si tende a definire "la più grande democrazia del mondo", ovvero gli USA, abbia speso fior fior di quattrini in progetti così assurdi che nella maggior parte dei casi non hanno prodotto alcun risultato concreto se non il proliferarsi di progetti correlati/collaterali, quali l'utilizzo di tecniche di tortura praticati nell'ambito della cosiddeta guerra al Terrore, oppure in missioni speciali della CIA altrettanto umanamente distruttive.

Eh sì, perché la CIA sa bene come avvalersi di tecniche apparentemente "non invasive" per torturare il "nemico". Peccato che, da una democrazia, non ti aspetteresti l'utilizzo di tecniche di tortura. Così come dall'esercito degli Stati Uniti d'America non ti aspetteresti che siano mai esistiti progetti che scadono facilmente nell'imbecillità.

Purtuttavia così è stato e così pare continui ad essere. Gli USA patria anche della stupidita, verrebbe da dire. Infondo il celebre umorista statunitense Mark Twain - a noi tanto caro - scrisse: È stato meraviglioso trovare l'America, ma sarebbe stato ancor più meraviglioso perderla.

Jon Ronson racconta tutto ciò con dovizia di particolari, con interviste alla mano, attraverso ricerche ed inchieste.

Purtuttavia - psicosi paramilitari a parte - nel saggio sono raccontate personalità interessanti. Una di queste è certamente Jim Channon, fondatore - alla fine degli Anni '70 -  del Primo Battaglione Terra, ovvero l'idea di un escercito composto da supersoldati o "monaci guerrieri" in grado di agire sul nemico attraverso strumenti di pace tipici dei movimenti New Age e legati alla spiritualità.

Ma chi è Jim Channon ? Tenente Colonnello dell'esercito USA, al termine della Guerra del Vietnam, Channon decise di approdare al cosiddetto "movimento del potenziale umano", frequentando gruppi spiritualeggianti, new age, misticheggianti, tipici in particolare della California ed ispirati al movimento beatnik ed hippie. Fu lì che apprese diverse tecniche di meditazione e di sviluppo, appunto, del potenziale umano.

Tornato nell'esercito decise di rendere operative queste tecniche, attraverso il manuale del Primo Battaglione Terra, di cui tutt'oggi si può trovare traccia presso il sito ufficiale: www.firstearthbattalion.org

Jim Channon è decisamente un personaggio "sui generis". E' un ex militare, ma è anche un hippie nel vero senso della parola. E' una persona molto razionale, ma nel contempo sogna un esercito di pace, che porti effettivamente la pace nel mondo, ovvero che armonizzi la politica in nome della Terra e del pianeta attraverso la ricerca della risoluzione dei conflitti per mezzo di metodi non distruttivi.

Nel film "L'uomo che fissa le capre" il Tenente Colonnello Channon è interpretato da Jeff Bridges e si chiama Bill Django. Un capellone in uniforme, così come lo era, di fatto, lo stesso Channon.

Oggi Jim Channon è un consulente aziendale e cerca di portare, nel mondo degli affari, quel tipo di valori etici che cercò di insegnare all'esercito di Reagan.

Consiglio a chiunque la lettura de "L'uomo che fissa le capre" di Jon Ronson, molto di più della visione del film che, in realtà, ne è una squinternata parodia.

Il saggio di Ronson, che si legge come un romanzo e che sembra davvero un romanzo, aprirà certamente molte menti e farà riflettere. Farà riflettere sugli USA, sul loro sistema (im)politico, sui media, su vere o presunte cospirazioni, ma soprattutto sulla necessità di nuove forme di comunicazione fra gli individui. E sulla ricerca del bene più prezioso, che nessuno Stato e nessuna forma politica ci può fornire (anzi !), ovvero la ricerca della pace interiore, premessa per la pace dell'intero pianeta.

Persone come Jim Channon hanno forse aperto una piccola via in questo senso.


Luca Bagatin



19 luglio 2014

Chi è questo bambino beatnik-hippie-cyberpunk ?

Chi è questo bambino che, immerso nella realtà urbanizzata, cementificata e depauperata delle periferie di una Roma Anni '80, si aggira con una carriola zeppa di fiori, come ad estraniarsi e a contrapporsi ad una realtà che da sempre lo disgusterà per proporne una alternativa, frikkettona e colorata?
Ovviamente il sottoscritto !




Chi è questo bambino che, sin da quando aveva un anno, non disdegnerà la compagnia di affascinanti signorine ?
Ovviamente quello che, un momento prima, si aggirava con una carriola zeppa di fiori, come ad estraniarsi e a contrapporsi ad una realtà che da sempre lo disgusterà per proporne una alternativa, frikkettona e colorata.
Ovviamente il sottoscritto !



29 aprile 2014

"Aforismi e riflessioni politiche flash (parte terza)" by Luca Bagatin

E' l'ennesima volta che mi scopro attratto da donne che correggono - in generale - gli errori di ortografia e di sintassi.
Visto che la disoccupazione dilaga, in attesa che Matteino Renzi se ne inventi una delle sue, potrebbe essere interessante riscoprire il potenziale rivoluzionario del tempo libero, come propugnato dall'Internazionale Situazionista fra gli Anni '50 e gli Anni '60.

Trovo oltremodo masochistico, per il cittadino, il seguitare ad andare a votare alle elezioni. E' come fornire gli strumenti di tortura al proprio carnefice.

Ancora una volta Berlusconi (e Brunetta) farebbe(ro) meglio a stare un po' zitto(i). Più parla(no) e più la fa(nno) fuori dal vaso.
E ancora una volta mi chiedo perché mai quel partito chiamato Forza Italia abbia deciso masochisticamente di inserire il suo nome nelle liste elettorali.



29 marzo 2014

Amarcord Bagatin: dai Verdi, passando per i radicali, il liberalsocialismo, il repubblicanesimo ed il rilancio politico di Cicciolina

Ho iniziato a fare politica molto presto, ovvero a 17 anni.
Pià che fare politica direi che ho sempre cercato - attraverso la politica ed il linguaggio della comunicazione - di fare cultura, arte, trasgressione.
Sono stato attivista di numerosi partiti, ma le mie idee sono sempre rimaste le medesime.
Non ho mai creduto nel "feticismo di partito", quanto piuttosto in ciò che, attraverso questi "contenitori" chiamati partiti, potevo esprimere.
E' per questo che ho attraversato la stagione verde-radicale-liberalsocialista-liberalrepubblicana, rimanendo me stesso, ovvero un attivista alternativo e per l'alternativa ambientalista, libertaria, eretica, erotica, massonica, onesta al limite dell'ingenua genuinità.
In casa ho un archivio sterminato di articoli, comunicati stampa, materiale vario che illustra la mia stagione politico-culturale dal 1996 sino ad oggi. Purtuttavia, qui di seguito, mi limito a pubblicarne solo alcuni. Ripromettendomi, forse, quando avrò voglia di rovistare meglio fra scatoloni, dox, box, cartacce, libri e soprattutto quando avrò uno scanner in luogo di una semplice fotocamera, di pubblicare anche il resto.

L. B.



FONTE IL GAZZETTINO 16 giugno 1999


FONTE IL GAZZETTINO 16 giugno 1999


FONTE MESSAGGERO VENETO 21 agosto 1999


FONTE MESSAGGERO VENETO 6 ottobre 2005


FONTE MESSAGGERO VENETO 1 gennaio 2006



FONTE MESSAGGERO VENETO 29 gennaio 2006


FONTE MESSAGGERO VENETO 1 marzo 2006


FONTE MESSAGGERO VENETO 7 aprile 2013


FONTE MESSAGGERO VENETO 11 aprile 2013



18 febbraio 2014

Dimmi quando tu verrai ! (come together all together !)


Quando Ilona Staller mi disse: "Luca, sembri un mafioso russo !"
Ed io: "..."




Quando Debdeashakti (autrice della prefazione del mio prossimo libro "Ritratti di donna" - Ipertesto Edizioni) mi disse: "Luca, sembri un cartone animato !"
Ed io: "Sì, ha ragione ! Un Barbapapà peloso che fuma il sigaro"




29 dicembre 2013

Femen ed il recupero del libertarismo beatnik-hippie-cyberpunk contro una società massificata e mercificata. Ovvero Femen come Ilona e Moana

Femen, noto gruppo di attiviste anti-discriminazioni sessuali e contro le ingiustizie sociali sorto in Ucraina nel 2008, viene, spesso a torto a parer mio, visto come un fenomeno di mero “esibizionismo” femminile. Sarà perché Femen sono solite manifestare a seno nudo, inneggiando al “SeXtremismo”. Sarà perché Femen, anche di recente, hanno manifestato all'interno di luoghi di culto con scritte precise sul petto, ovvero “I am God” (Io sono Dio).

Sarà che la società post-marxista (che non ha mai compreso nulla di Marx, oppure, volutamente, ne ha distorto il pensiero), ovvero post-neo-comunista dell'Est, non è abituata a certe manifestazioni tipicamente libertarie, beatnik, hippie e cyberpunk.

Sarà che Femen ricordano una donna che proprio dall'Est comunista proveniva, ovvero Cicciolina-Ilona Staller, che delle manifestazioni contro le ingiustizie, per i diritti civili e umani si è sempre battuta: a seno nudo e con una coroncina di fiori sulla testa.

Sarà che è più facile, in ogni dove, ad Est come ad Ovest (e Ilona, negli Anni '80 brucerà, in segno di protesta contro la Guerra Fredda, le bandiere di USA ed URSS), dimenticarsi di icone libertarie come Timothy Leary (che il Presidente Nixon bollò come “l'uomo più pericoloso d'America”) oppure dimenticarsi dell'esperienza di Diva Futura di Riccardo Schicchi e della stessa Staller e dell'esperienza del Partito dell'Amore di Moana Pozzi. Esperienze uniche e trasgressive che, attraverso la “società dello spettacolo”, in realtà, ne mettevano a nudo le contraddizioni e le perversioni.

Oggi, purtroppo, sembra più facile digerire fenomeni “pop”, ovvero commerciali, figli della società di massa e dei consumi, della globalizzazione, delle Banche Centrali, dell'arte e della musica rese appannaggio di tutti in quanto banalizzate. Fatte in serie, per cervelli amebizzati o da amebizzare.

In questo senso hanno prevalso i fenomeni mediatici e mediocri alla Lady Gaga, che non a caso ultimamente collabora con Jeff Koons, artista “neo-pop”, avendo realizzato con lui un album intitolato proprio “Artpop”. Hanno prevalso pseundo-icone quali Belen Rodriguez e Jorge Mario Bergoglio, ovvero un certo divismo/buonismo mediatico-televisivo da Mulino Bianco-Cinepanettone.

Il Pop, in sostanza e in questo senso, è la massima manifestazione della massificazione mediatico-pubblicitaria. Koons e Lady Gaga assieme, in sostanza, fanno marketing (visto che è il loro ambito lavorativo, peraltro), non incrementano alcuna cultura, non fanno alcuna liberAzione politica. Tutt'altro. Fanno cassa e grancassa.

Il Pop in questo senso, massifica l'arte e la musica, rendendole sì accessibili a tutti ma nel senso più scadente del termine (in quanto facili da produrre/riprodurre). Commercialmente il Pop è un business che vale miliardi di dollari ed è anche di basso costo/fruizione. Ma ha amebizzato milioni di cervelli e volutamente fatto cadere nell'oblìo culture millenarie.

Parlando in termini di icone culturali/controculturali/erotico-politiche, possiamo dire che l'icona libertaria-hippie Cicciolina (con alle spalle Riccardo Schicchi, uno che, lo ricordiamo, nel 1979 ideò il primo partito verde-ambientalista d'Italia e che riuscì a combattere quello che era definito “comune senso del pudore”) e quella post-hippie, ovvero cyberpunk Moana Pozzi – icona e leader del Partito dell'Amore di Schicchi e Mauro Biuzzi - sono state sostituite dal caravanserraglio commerciale "pop" Lady Gaga-Koons-Belen Rodriguez-Jorge Mario Bergoglio. Nell'ambito di questa involuzione spirituale e dei costumi, di evolutivo - nel mondo ingiustamente globalizzato - possiamo osservare solamente il fenomeno Femen.

Fenomeno che, non a caso, nasce in un Paese dell'Est, ovvero un Paese prima reso schiavo dal Regime sovietico-comunista ed oggi reso schiavo dalla società globalizzata dei consumi e dei nuovi ricchi, dediti anche al turismo sessuale e, dunque, ad un nuovo sfruttamento dei corpi e delle menti.

Le attiviste di Femen, in questo senso, sono esempio della controcultura di oggi (che attinge alle controculture di ieri, libertarie, beatnik, hippie e cyberpunk), ancora purtroppo minoritaria e ancora una volta volutamente censurata e/o sottovalutata. Una controcultura che si batte, da sempre, per una società libera dalla politica dei Governi e del Danaro, ovvero libera dai Media e dallo sfruttamento commerciale/sessuale delle menti e dei corpi.


Luca Bagatin (nella foto fra Ilona Staller e Ursula Davis)



4 novembre 2013

La mia scelta laica eretica-erotica

Confesso, che poi non è nemmeno una confessione per chi mi conosce bene, di essere sempre stato un eretico.

Eretico in politica, nella vita privata ed in ambito culturale.

Ho fatto parte, sin da quando avevo sedici anni, di molti partiti politici ad esempio. Ne sono stato iscritto e talvolta ho ricoperto anche diverse cariche pubbliche, per così dire. Purtuttavia ho sempre e solo pensato con la mia testa e sono sempre rifuggito dalle ideologie e dai feticismi-fanatismi di partito.

Per me concetti quali “centralismo democratico”, oppure “disciplina di partito” sono sempre stati estranei ed astrusi.

Ho sempre avuto di fronte e per scelta personale, invece, poche ma chiare idee: libertà individuale spasmodica, laicità, onestà intellettuale e morale, arte e bellezza.

Allorquando queste prospettive collimavano con il tal partito, solo allora mi inscrivevo e iniziavo a lavorare...per portare avanti questi e solo ed unicamente questi princìpi.

Entrai così nei Verdi (salvo un rapidissimo passaggio nei giovani comunisti di Rifondazione, ma solo perché a sedici anni avevo letto quasi tutto Marx e ne rimasi affascinato...pur per un brevissimo lasso di tempo), successivamente bazzicai fra i Radicali, poi mi iscrissi ai partiti della galassia liberalsocialista ed infine approdai al Partito Repubblicano Italiano e, più recentemente, prima dando una mano al movimento di Oscar Giannino e poi riproponendo Ilona Staller in politica - ideandone la candidatura - mi candidai con lei nel Partito Liberale Italiano alle Amministrative romane, sperendo così di “erotizzare” gli “sclerotizzati” laico-liberali (che, fu subito evidente, preferirono rimanere "sclerotizzati").

Frequentai così, e per bene, le varie anime della sinistra, almeno quella autentica, libertaria e laica. Pur discostandomi sempre dalla ideologia e dalle visioni ideologiche, feticistiche e voyeuristiche del partitismo.

Invero, alla fine della fiera, nell'ambito di tali partiti non riuscii a soddisfare appieno i miei princìpi e così, in quasi vent'anni di militanza, me ne discostai totalmente, preferendo non avere più tessere di partito.

Del resto nell'ambito dei medesimi partiti feci sempre di testa mia: prima teorizzando (anticipando i tempi su quella che sarebbe diventata la Rosa nel Pugno) un'unificazione fra Verdi-Radicali e Socialisti e, successivamente, puntando ad un polo laico che si battesse per le libertà civili, sessuali, sociali ed economiche, contro il Potere Pd-PdL (anticipando per molti versi le denunce del Movimento Cinque Stelle). Ciò non avvenne né, credo ormai, in ambito politico-partitico, potrà mai avvenire.

I partiti ragionano secondo regole fisse, alchimie stantìe e di Potere, senza alcuna onestà morale ed intellettuale, mentre il sottoscritto crede nell'eresia, nell'erotismo e dunque anche nell'erezione, che è aspetto condannato e combattuto dalla “cultura” dominante del Potere-Prepotente-Impotente (PPI).

I Radicali, almeno per ciò che attiene al periodo dei mitici Anni '60 e '70 (e per certi versi '80), furono gli unici a comprendere la necessità di un linguaggio diverso. Un approccio nuovo alla politica-partitica-sclerotica. Introdussero l'arte, l'erotismo, la goliardia nelle loro battaglie di libera-Azione, ovvero di liberazione. Il Partito Radicale fu, per decenni, il partito delle donne, degli ecologisti, degli omosessuali, dei transessuali, delle prostitute, dei libertari, liberisti, libertini, anarcosocialisti, degli spiritualisti e delle pornostar.

Fu il partito del sincretismo fra Sacro e Profano. Dell'intelligenza controculturale che, negli USA, affondava le sue radici nella cultura beatnik, mai approdata davvero (nonostante i contributi di Nanda Pivano) nelle coste della buonista, bigotta, conformista, clericofascista e cattocomunista Italia.

Purtroppo anche i Radicali, con gli anni, si sono mutati e globalizzati. Ovvero inglobalizzati in un sistema conformista-consumista e di Potere al punto che – e non è un caso – oggi Emma Bonino siede al governo della Famiglia Letta-Berlusconi.

Quanto ai verdi, socialisti, liberali e repubblicani, si sono divisi equamente le poltrone elargite loro dal Potere dei Prodi, dei D'Alema e dei Berlusconi, dimenticando totalmente le loro antiche battaglie e oggi rimanendo addirittura con il cerino in mano, visto che non esistono più né verdi, né socialisti, né liberali, né tantomeno repubblicani-mazziniani.

E' anche per questo che ho smesso di andare a votare e farmi prendere per il deretano. La libertà, l'eresia non hanno prezzo.

Mai rinunciare al pensare con la propria testa, attraverso un constante studio ed approfondimento della realtà.

Mai rinunciare a ciò per il Potere, ovvero per quella che chiamano “politica” che, nei fatti, ne è la sua più becera espressione e che da secoli danneggia l'intelligenza umana.


Luca Bagatin



8 luglio 2013

A proposito dell'uso del corpo femminile nelle pubblicità e non solo (ovvero come una politica alla frutta non sappia proprio come farsi notare e tenti di farci mangiare la foglia...di fico !)


Una provocatoria e provocante foto di Ilona a corredo di un provocatorio e provocante articolo
Sento ancora di polemiche (politiche, sic !) a proposito dell'uso del corpo femminile nudo nelle pubblicità. Addirittura si paventano disegni di legge.
L'Italia è un Paese di tristoni e di frustrati. Oltre che di politici poco corretti e privi di buonsenso.
Il corpo nudo, sia esso femminile o maschile, andrebbe utilizzato in ogni dove. Ce lo insegnavano i Popoli antichi, con la relativa Arte (Sacra, ma non solo).
Andrebbe piuttosto vietata la presenza dei politici in tv: è offensiva per il cittadino.

Questa una boutade, ma sino ad un certo punto.

Mi chiedo sempre perché ad essere mercificato, nell'immaginario mediatico e collettivo, persino politico, debba sempre essere il corpo femminile. Perché non mercificare e/o far conoscere la realtà della mercificazione del corpo maschile, parlando anche di modelli storici quali Rodolfo Valentino ? Tutto è lecito, io credo, fra persone intelligenti e consenzienti. Per il resto, tornando a monte della mia “boutate”, vorrei citare una massima dell'ottimo Tinto Brass, coniata durante la sua campagna elettorale per i Radicali : "Meglio un culo che una faccia da culo".

Questa storia della mercificazione del corpo femminile mi sembra un falso problema. Guardo la tv, i cartelli pubblicitari, come spesso accade a chiunque. Non mi pare che la pubblicità che utilizza il nudo sia così eccessivamente diffusa. Però mediaticamente "fa notizia" dire questo. E fa notizia anche fare una legge per vietare questo o quell'aspetto, come ad esempio il gioco d'azzardo, sul quale l'amico Cesare Lanza ha scritto un ottimo saggio, il cui spirito libero e libertario condivido in toto. Il problema, tutt'al più, è che la pubbicità è spesso demenziale e sciocca. Utilizza metodi comunicativi incomprensibili e che sviliscono l'intelligenza del telespettatore (vedi il pinguino della Vodafone, ma non solo).

Personalmente sono per l'esaltazione di tutti i corpi. Questo, forse, nelle pubblicità e in ogni dove, si fa poco. Esaltiamo tutti i corpi, dico io: belli e brutti, semmai esistesse la bruttezza o la bellezza in senso assoluto. Ne ho fatta la mia bandiera contro i pregiudizi da quel dì. E l'ho iniziata allorquando mi vedevo e mi vedevano brutto, goffo, con la pancetta e le braccia magrissime (per non parlare delle gambe corte). Ma chi se ne frega ? Il corpo è bello a prescindere, altrimenti nasceremmo vestiti. Semmai è con l'imposizione dei falsi pudori che...ci vergognamo di essere nudi ! Come quella favoletta "pseudo-cristiana" che ci racconta di Dio che mostrò ad Adamo ed Eva il "peccato" (sic !) di essere nudi. Nudità è libertà e semmai sarebbe un peccato se esistesse un Dio così beota e bigotto ! Viva ora e sempre il Serpente ! E il Serpente è un simbolo gnostico e fallico. Non a caso.

Oggi si è perso il senso del Bello, nel senso assoluto. Si crede bello un corpo magro, ammiccante, ma è davvero così ?

La pubblicità demenziale e trash è accattivante e sensuale ? Ci pensino un po' su i pubblicitari e poi mi dicano.

Viviviamo da qualche decennio una certa involuzione e “americanizzazione” dei costumi. “Americanizzazione” peggiore, se pensiamo che negli USA ci sono stati i più grandi movimenti di Liberazione mondiale, ovvero i movimenti Beatnik e Hippie.

Alla fine degli Anni '70, invece, l'indistinzione l'ha fatta da padrone a dispetto anche dei timidi tentativi di controcultura Cyberpunk. Per arrivare agli Anni '90 e '00, alla caduta positiva dei Muri, ma non delle barriere mentali.

L'economia, piuttosto che i diritti sociali e civili, l'ha fatta da padrone e oggi che accade ? Oggi non si sviliscono tanto i corpi femminili, quanto piuttosto le intelligenze addormentate e annichilite da bombardamenti mediatici, pubblicitari e politici distruttivi.

Il senso del Bello (per non parlare del Buono e del Vero - e nudità è sinonimo di Verità,  se utilizzata libera da ogni condizionamento), è stato in sostanza sostituito dal nonsenso del brutto, del trash, dell'indistinto.

Da Brigitte Bardot e Ilona Staller, da Rodolfo Valentino e Marcello Mastroianni si è giunti a Belen Rodriguez e qualche sconosciuto del Grande Fratello.

Questo volendo parlare in termini meramente mediatico-mediocri di “casa nostra”.

Ma potremo allargare il discorso al cinema o alla politica.

I “grandi del passato” sostituiti dal “passato di verdure” che passa il convento dell'increatività.

Me ne rendo conto, sto andando fuori tema, per quanto sino ad un certo punto.

Mi chiedo se si placheranno le polemiche sui corpi femminili (come quelle sul gruppo di attiviste “Femen” che a me sono molto simpatiche) e se si inizierà a parlare di altro.

Di problemi concreti, di lotta alla corruzione, di sviluppo sostenibile, di diritti individuali e sociali.

Ne dubito, purtroppo. Perché la concretezza raramente fa notizia.


Luca Bagatin (fra Ilona Staller e Ursula Davis Hula Hop, donne mito non mitomani di una grande stagione artistica)



25 febbraio 2013

Fine della politica. Evoluzione della Coscienza.


L'ultima immagine a destra è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Non so, non sappiamo, forse nemmeno immaginiamo come siano o possano essere andate queste elezioni politiche invernali, a poche ore di risultati definitivi.
Ciò che sappiamo è che questa campagna elettorale ci ha delusi profondamente. Non abbiamo visto alcun entusiasmo di piazza, escluso quello mediatico-indottrinatorio di Beppe Grillo, che, a nostro parere, farà il pienone nelle urne a dimostrazione di quanto sia facile, ancora una volta, imbrogliare ed imbrigliare le masse (già imbrigliate ed imbrogliate dal Berlusconismo e dal Cattocomunismo in questi ultimi decenni).
Abbiamo visto pochi manifesti; abbiamo sentito molti dire che avrebbero votato "turandosi il naso", altri a dire che non sarebbero andati a votare per la prima volta. Perché non si sarebbero comunque sentiti rappresentati.
Chi scrive è rimasto basito. Basito dal comportamento di Oscar Giannino, alquanto poco comprensibile. Oltre che basito dal comportamento di Luigi Zingales, a pochi giorni dal voto.
Se non puoi fidarti nemmeno degli amici...si direbbe che tu debba contare, ancora una volta, sulle tue forze.
Sull'alternativa politica, ovvero sull'alternativa controculturale alla politica. Sull'utilizzo della politica per veicolare idee e progetti millenari di Libertà e Liberazione. Questo solo ha, da sempre, un senso.
Lo ha avuto alla fine degli Anni '50, negli Anni '60 e '70 statunitensi, attraverso le controculture letterarie ed artistiche Beatnik e Hippie (Liberazione dal Militarismo, Liberazione Sessuale, Liberazione dal Dogma e dal Potere, Liberazione Spirituale e riscoperta della Spiritualità Neopagana e Gnostica)  e, successivamente, negli Anni '80, con l'avvento del Cyberpunk, che ha dato vita all'avvento del web e della comunicazione globale, svincolata dai mass-media.
Da sempre, in sostanza, gli autentici cabiamenti coscienziali e sociali, non sono mai avvenuti attraverso la politica tradizionale ("Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare"- Mark Twain), bensì, attraverso singole intelligenze creative. Correnti artistiche, letterarie, erotiche, individualiste.
Questo blog, nel suo piccolo, ha sempre cercato, da quasi dieci anni a questa parte - con ottime e poliedriche collaborazioni di alta qualità artistica - di creare tale alternativa controculturale.
Da eredi della trazione risorgimental-garibaldin-mazziniana e, quindi, Azionista, non molleremo !

Luca Bagatin



21 febbraio 2013

Elezioni del 24 e 25 febbraio 2013: l'appello all'EX VOTO di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it (sposando così l'appello del Partito dell'Amore)


L'immagine è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Mancano pochi giorni, ore, minuti, all'esercizio mediatico e mediocre di massa: il voto elettorale.
Un esercizio a proposito del quale, il celebre scrittore ed umorista ottocentesco Mark Twain, affermava: "Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare".
Ecco, beh, diciamo che noi alle elezioni, in tempi non sospetti, credevamo. Credevamo e militavamo e, per molti versi, militiamo anche oggi.
Ma non ci stracciamo più le vesti per nessuno.
La vicenda che ha visto coinvolto Oscar Giannino è triste, ma lo è ancor più a causa del "fuoco amico tafazziano" presente in FARE per Fermare il Declino.
A proposito di questo, proprio ieri, scrivemmo un'email indirizzata alla Segreteria nazionale del movimento stesso, ad Oscar Giannino ed alla Segreteria di FARE del Friuli.
Riportiamo, qui di seguito, il testo:

Buongiorno a tutti,

relativamente alla decisione presa dal candidato Premier di FARE, Oscar Giannino, mi sento di esprimere, brevemente, quanto segue.
La vicenda è spiacevole, in sé, ma non tanto per quel "master" che è sfuggito a Giannino nell'intervista che ben tutti conosciamo ed abbiamo ascoltato. Quanto per l'uscita del prof. Zingales, il quale, a pochi giorni dal voto, poteva risparmiarsela, onde evitare di danneggiare non tanto o solo Giannino, quanto piuttosto l'intero movimento FARE ed i suoi militanti.
Questa storia del "master", in sé, diciamocela, non è poi così grave. Possiamo intenderla come una parola sfuggita a Giannino ? Oppure come un lapsus ? Oppure come una innocente menzogna ?
Ci sta tutto, ma, per favore, non prendiamola così sul serio perché ciò significa e significherebbe vanificare il lavoro svolto da luglio ad oggi, oltre che dai fondatori del movimento, anche dei militanti di FARE sparsi per l'Italia.
Ora, posso esprimere solo la mia opinione personale, in qualità di collaboratore di testate giornalistiche, osservatore, studioso, scrittore, blogger e simpatizzante di FARE (oltre che militante per qualche giorno): se Oscar Giannino rinuncerà al suo seggio, non ha alcun senso votare.
E non ha senso andare a votare, perché significherebbe dare ragione ai Tafazzi che, a pochi giorni dal voto, hanno danneggiato FARE. E significherebbe peraltro e pergiunta avvalorare questo sistema corrotto e partitocratico.
In questo senso: O GIANNINO IN PARLAMENTO O NIENTE.
Con viva cordialità,

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Per completezza, riportiamo anche la pur laconica risposta:

Salve,

grazie per il sostegno morale.
Se voi elettori ce ne darete la possibilità faremo del nostro meglio per portare a buon fine Il nostro programma.

Le auguro buona giornata.

Team Fermare il declino

Ora, al di là delle cose che dice o millanta dadaisticamente Oscar Giannino, la mia personale stima nei suoi confronti non viene né verrà meno.
In un mondo ed in un'Italia marcia - anche nel privato di ciascuno, oltre che nel pubblico (aspetto che non va affatto sottovalutato, tutt'altro) - e dunque in una politica che segue il suo putrido corso, queste facezie gianniniane, fanno quantomeno sorridere.
Oscar Giannino è e rimane persona competente in campo economico e sociale, anche da autodidatta (in effetti personalmente non avevo mai sentito di titoli a lui attribuiti o auto-attribuiti). Autodidatta come chi scrive, peraltro, aspetto rivendicato con orgoglio in un Paese ove tutti hanno la laurea ma nessuno conosce né la Storia, né la politica e/o altri aspetti dello scibile umano.
Detto ciò, è notizia di ieri, Giannino ha dichiarato che, se eletto, rinuncierà al seggio parlamentare.
Ha fatto bene ? Ha fatto male ? Non sta a me dirlo e/o giudicare tale decisione.
La decisione di questo blog è, di conseguenza, EX VOTO, in accordo - peraltro -  con l'invito del Partito dell'Amore, guidato dall'amico Mauro Biuzzi, che intervistammo solo quache giorno fa.
EX VOTO, ovvero obiezione di coscienza al voto, in quanto, se proprio dovevamo votare, lo avremmo fatto per mandare Oscar Giannino - e non altri, magari cravattoni - in Parlamento. Di cravattoni non abbiamo bisogno. Di lucidi folli di cultura pannunziana e pazzi melanconici - per citare Gaetano Salvemini - sì, invece.

EX VOTO dunque perché:

Ci rifiutamo di avvalorare questo sistema partitocratico ed autoreferenziale, delle leggi elettorali incostitizuonali, con sbarramenti, con liste elettorali bloccate.

Ci rifiutiamo di avvalorare una politica-spettacolo mediatica e mediocre, che ha fatto strage dei valori repubblicani e risorgimentali sui quali fu fondata la Repubblica Romana del 1849 (e non già la Repubblica Partitocratica e Cattocomunista del 1948, nella quale non ci riconosciamo).

Ci rifiutiamo di prendere parte all'indecoroso spettacolo eversivo che danno, da oltre un anno, Berlusconi-Bersani-Monti, con l'avallo dei media, tutti pronti a dare la parola a loro e solo a loro, in primis.

Ci rifiutiamo di dare l'avallo a chi ha mal governato l'Italia negli ultimi vent'anni, dando vita al Partito Unico Pd-PdL, oggi con il concorso montian-casinista.

Auspichiamo una Repubblica fondata su valori di Democrazia Laica, Libertarismo, Liberalsocialismo, Liberalismo, Amore Universale e senza distinzioni.

Auspichiamo un sistema elettorale coerente, con il ritorno delle preferenze: o maggioritario purissimo, ove il primo partito governa, senza compromessi, oppure proporzionale purissimo, senza sbarramenti.

Auspichiamo l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, con funzioni di governo ed al di fuori del sistema dei partiti.

Auspichiamo la liberazione del mercato del lavoro (senza oppressioni stataliste-classiste-bancarie), che è diretta emanazione delle lotte di liberazione sessuale e sociale degli Anni '60 e '70, delle Generazioni Beatnik, Hippie e Cyberpunk, pur nelle loro diversità e peculiarità.

Auspichiamo la liberazione civile del nostro Paese: una legge per legalizzare droghe e non droghe; introduca il matrimonio omosessuale; introduca il diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in pieno accordo con il rispetto della volontà della singola persona umana.

Auspichiamo tutto ciò e, forse, molto altro.
In tutto ciò, chi scrive, ha proposto la sua candidatura come consigliere comunale al Partito Liberale Italiano, come indipendente, per le elezioni amministrative di Roma del 26 e 27 maggio. Con quattro punti concreti e senza fronzoli: recupero del verde pubblico; riduzione della spesa pubblica improduttiva; costituzione dei Parchi dell'Amore; lotta alla corruzione ad ogni livello.
Crediamo ancora nel valore civico, in particolare in aree metropolitane come quella di Roma, ove peraltro fu costituita la già citata Repubblica Romana, il 9 febbraio 1849.
Non crediamo più nei partiti - in particolare quelli storici riteniamo debbano diventare delle Fondazioni culturali - ma a livello locale, piccole realtà ideali, possono ancora emergere dalla cloaca dell'indistinzione mediatica.

Detto ciò, buon EX VOTO a tutti.

Luca Bagatin


Tratto da www.partitodellamore.it/attivita/index.html#interviste
- 21 febbraio - s. Eleonora
La nostra campagna dell'Ex Voto.


  Il blogger Luca Bagatin, dopo l’incidente di percorso di Oscar Giannino che lo priva di un riferimento parlamentare, ha deciso di sostenere la ns campagna Ex Voto da un punto di vista certamente repubblicano e che, come tale, non possiamo che apprezzare.
   Ha addirittura pubblicato il ns quadro programmatico qui a sinistra.
  
   Anche lui festeggia con Moana, con il PdA e con gli italiani che non vogliono più dare a nessuno la propria delega in bianco, una scommessa che abbiamo già vinto!



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini