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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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4 agosto 2015

Le politiche nazifasciste di Cameron e Hollande. Stop allo sfruttamento del Terzo Mondo da parte dell'Occidente pseudo-democratico !

Pensano di costrastare un fenomeno che hanno creato loro.

E vogliono contrastarlo con misure barbariche, naziste. A Calais, a Ventimiglia....

Stiamo parlando delle ex grandi potenze colonialiste, Francia e Gran Bretagna, peraltro grandi esportatrici di armi nel mondo assieme anche al nostro Paese e non solo.

Paesi che hanno bombardato impunemente Stati sovrani quali la Libia, regalandoci così i criminali di Daesh, l'Isis, peraltro amico dei loro amici imperialisti statunitensi.

Paesi che oggi vogliono contrastare l'immigrazionismo, avendo però per secoli e decenni sfruttato la manodopera a basso costo e le risorse naturali del Nord Africa, dell'America Latina e non solo.

La stessa barbara uccisione del leone Cecil in Zimbabwe e di altre specie protette non è che la metafora di un Occidente barbarico, edonista, opulento e pseudo-democratico che depreda un Terzo Mondo i cui usi e costumi vogliono essere legittimamente diversi e che necessita solo di pace e prosperità e non già di sradicamento, deportazione finanche in nome di presunti “diritti umani” da esportare, di “democrazia” elettiva che non funziona nemmeno da noi.

E così Cameron e Hollande si trasformano in nuovi Hitler, ponendo steccati come fa la fascista Francia di Hollande che, anziché chiedere scusa – coprendosi il capo di cenere - ai popoli del Nord Africa e Terzo Mondo e aiutandoli ad uscire dalla deportazione, dallo sradicamento, dalla fame e dall'analfabetismo, li discrimina, li vuole fuori, pone steccati e aiuta quella Gran Bretagna che per secoli ha fatto strage di vite umane in nome di una Corona che non si è dimostrata diversa dall'Olocausto nazista e dalle barbarie sovietiche, specie se contiamo i numeri delle vite umane trucidate e calpestate nei secoli.

Occorre una visione diversa del pianeta e dell'Europa. Una visione che globalizzi i sentimenti umani e non già gli interessi dei Governi, degli Stati, delle imprese, del sistema bancario e dei ricchi.

Occorre chiedere scusa a chi ha subito i danni del colonialismo e del capitalismo, ai quali non solo va condonato ogni debito, ma non vanno più vendute armi e vanno anche offerte - a titolo gratuito e di risarcimento danni - risorse affinché questi si emancipino attraverso sistemi che riterranno loro e solo loro più consoni alla loro cultura e mentalità.

Pura utopia, allo stato dei fatti, lo sappiamo. Ma l'unica alternativa alle barbarie moderne prodotte proprio dalla nostra sedicente “civiltà”.


Luca Bagatin



24 novembre 2014

"Un mondo nuovo": finalmente in tv si parla del Manifesto di Ventotene e di Europa unita e fraterna. Peccato che gli italiani preferiscano distrarsi con le solite scemenze "commerciali"


I protagonisti del Manifesto di Ventotene ieri, nel 1941. Ed oggi, nella versione televisiva

Sarà stato anche un flop di ascolti (2,9 milioni di telespettatori), ma, finalmente, in prima serata e su Rai Uno, si è data voce a quell'antifascismo laico e federalista a cui la voce è sempre stata negata in quest'Italia che ha a cuore più i destini delle partite di calcio, piuttosto che le libertà civili, sociali ed individuali che persone come Altiero Spinelli (1907 - 1986), Ernesto Rossi (1897 - 1967) ed Eugenio Colorni (1909 - 1944) hanno portato avanti a rischio della loro stessa vita.

E' stato così che domenica 23 novembre abbiamo potuto assistere a “Un mondo nuovo”, film tv di Alberto Negrin che ha ricostruito le vicende storiche di Altiero Spinelli, ex militante comunista che abiura il comunismo per scegliere la strada dell'antifascismo laico; Ernesto Rossi, giornalista di formazione economica, liberalsocialista del Partito d'Azione e fra i fondatori del primo Partito Radicale ed Eugenio Colorni filosofo ebreo, anch'egli di fede politica liberalsocialista.

Vicende che, dal confino nell'Isola di Ventotene al quale furono costretti dal regime fascista, li porteranno ad ideare – nel 1941 ed in clandestinità - il celebre Manifesto di Ventotene, che – allora utopisticamente – parlava di Europa unita e federale, di popoli europei affratellati e di visione democratica del Continente, senza più Stati sovrani. Visione che, peraltro, recuperava gli ideali di Giuseppe Mazzini e di Giuseppe Garibaldi, già elaborata nell'ambito della Giovine Europa (1834).

Il Manifesto di Ventotene, come si può osservare nel film tv, viene scritto ed elaborato dai tre senza farsi scoprire dalle milizie fasciste dell'Isola e sarà poi diffuso all'esterno grazie al contributo di due donne: Ursula Hirschmann – allora moglie di Eugenio Colorni (e successivamente diverrà moglie di Altiero Spinelli, dopo la morte di Colorni, ucciso barbaramente da una banda di fascisti)– e Ada Rossi, moglie di Ernesto Rossi.

Un Manifesto, quello di Ventotene, che sarà destinato a fare clamore sia durante il regime mussoliniano che negli anni a venire, al punto che, nel 1984, Altiero Spinelli propone al Parlamento Europeo – nel quale era stato peraltro eletto nel 1979, come indipendente nelle liste del PCI – un progetto costituzionale per gli Stati Uniti d'Europa che, pur approvato, sarà successivamente bocciato dal Consiglio Europeo. Da allora, peraltro, si intensificheranno i rapporti di amicizia e collaborazione fra Spinelli ed il Partito Radicale di Marco Pannella, peraltro erede, per molti versi, del Partito Radicale fondato negli Anni '60 dallo stesso ex amico di Spinelli, Ernesto Rossi.

Peccato che, nella fiction televisiva, manchino dei tutto questi accenni, così come manca il riferimento alla cultura azionista e liberalsocialista di Riccardo Bauer e dello stesso Rossi, definiti di ispirazione “anarchica” (sic !).

Se osservata bene, la vicenda di Spinelli, Rossi e Colorni, ovvero la vicenda che ha portato alla formazione del Manifesto di Ventotene e ciò che è accaduto dopo la guerra, sino ai giorni nostri, possiamo vedere come quelle lucide utopie siano state disattese, vilipese ed offuscate dai politicanti, dai burocrati e dai banchieri dei singoli Sati europei che, anziché volere una politica comune europea, su basi democratiche, hanno preferito mantenere gli Stati sovrani ed introdurre una moneta unica che, di fatto, avvantaggia solo le elite economico-finanziarie e politiche, peraltro non elette da nessuno, visto che la Commissione Europea non è un organo elettivo e lo stesso Parlamento Europeo discute unicamente di questioni marginali.

Chissà che direbbero oggi Spinelli, Rossi e Colorni di questo. Forse che viviamo una nuova stagione fascista, ma molto più subdola, perché ammantata di presunte libertà. E forse i loro spiriti sarebbero lì a suggerirci, ancora una volta, di lottare, ad ogni costo e con ogni mezzo.

Purtuttavia spiace che i telespettatori italiani, che spesso premiano fiction e film tv o melensi o sanguinolenti, oppure storie di santi, preti e papi descritti come pezzi di pane (magari tacendo del resto), questa volta, allorquando sul piccolo schermo viene raccontato un fatto storico di grande rilevanza per la libertà e la democrazia in Europa, il pubblico sia assente e preferisca guardare altro, ovvero le solite scemenze o le solite partite di calcio.

Il pubblico, del resto, più che sovrano, sembra qualificarsi per quel che è, ovvero disattento, incapace di ricercare qualche cosa che vada al di là del superfluo, del faceto, del “commericale”, di quel “commerciale” che de decenni ha reso schiave le menti italiane ed europee in una spirale di consumismo senza costrutto.

Del resto, anche nella fiction “Un mondo nuovo”, lo stesso attore che recita la parte di Colorni ad un certo punto fa riferimento all'“italiano medio con il quale pur bisognerà imparare a dialogare, a scendere a patti”, ovvero l'italiano che prima – nel massimo dei fasti mussoniliani - era fascista e successivamente, vista la mala parata, è diventato improvvisamente antifascista !

Accade così, del resto, da sempre. Prima si è berlusconiani e successivamente si diventa antiberlusconiani. Prima si è grillini e poi si diventa antigrillini. Prima si è renziani e poi...anche Renzi vedrà cadere il suo astro nascente, allorquando arriverà un altro “Duce” che riuscirà ad incantare meglio i....telespettatori !

Ciò, ad ogni modo, fa riflettere sul fatto che è l'italiano stesso, spesso, la causa del suo mal. Volutamente incapace, per la maggior parte, di avere una sua coscienza critica, di volere effettivamente emanciparsi ed emancipare il prossimo, l'italiano medio preferirebbe (o preferisce) fregarlo continuamente e badare solo al suo tornaconto personale.

La vera piaga-Italia, che si riverbera nella nostra stessa classe politica, sembra piuttosto insita in questo popolo di addormentati. Il Popolo degli Addormentati, del resto, se diventasse un partito politico ed avesse come leader il primo babbeo uscito da una di quelle trasmissioni di Maria De Filippi, forse, diventerebbe il “nuovo che avanza”. E' così da sempre, anche se ciò è molto, molto triste.

L'Italia di oggi, del resto, non è “un mondo nuovo”. Ma il solito caro vecchio Paese del menefreghismo ipocrita e conservatore.


Luca Bagatin



27 gennaio 2013

LA MEMORIA E LE MEMORIE di Luca Bagatin (tratto dal quotidiano "L'Opinione delle Libertà" del 27 gennaio 2008)

Nello scrivere questo articolo ho rivisto le immagini dei "Campi", di quei "Campi" che deficienti di Casa Pound o nazistelli da strapazzo dicono che non sono mai esistiti.
Ho sempre fatto fatica a vedere certe immagini. Anche oggi, quando le vedo, mi fanno girare la testa e svenire, per poi rinvenire, piangendo a dirotto.
Non posso credere che la violenza e la stupidità umana possano essere arrivate ed arrivare anche oggi, laddove non esiste rispetto per il Diritto Umano, a tanto.

L. B.


Il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime della barbarie nazifascista ed è stata scelta proprio questa data in quanto il 27 gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio di massa. E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento disclocati in tutto il Terzo Reich per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le barbarie commesse in Cina, a Cuba ed in tutti i Paesi ove regna l'orrore marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi".
Ma, come dimenticare le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici": catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici", ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano da ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e di far loro un vero e proprio lavaggio della mente. Le svuotano dalla loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'umanità intera perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di suoi pari in quanto persone.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo".
Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze) e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.

Luca Bagatin



3 novembre 2012

La verità sulla terribile dinastia dei Kennedy

Il primo a smascherare la più terribile dinastia della Storia del '900, ovvero i Kennedy, fu Pier Carpi, classe 1940, giornalista d'inchiesta e prima ancora fumettista e regista, scomparso nel 2000 povero e dimenticato da tutti, in particolare da quell'intellighenzia culturale "politically correct" che ha sempre mal digerito i liberi pensatori ed i liberi ricercatori.
Con "La banda Kennedy", edito per la prima volta nel 1980 (Centroedizioni) e ripubblicato nel 1992 (Gribaudo editore), Pier Carpi - nella forma del romanzo - racconta l'ascesa e la caduta dei Kennedy: da Patrick J. Kennedy, ex taverniere e successivamente politico statunitense, figlio di immigrati irlandesi e già con le mani in pasta con la mafia d'Irlanda infiltratasi negli Stati Uniti; passando per il figlio Joseph "Joe" Kennedy, il "grande burattinaio" della dinastia; sino a John Kennedy, Robert “Bobby-Bob” Kennedy e Teddy "the Kid".
Una dinastia che, come racconta e documenta Pier Carpi nel suo romanzo, si è fatta strada grazie alla collaborazione della mafia irlandese ed italiana negli anni '20 e '30 del secolo scorso e successivamente collaborando con il nazismo hitleriano.
Andando con ordine, ne "La banda Kennedy", possiamo osservare all'azione Joseph Kennedy, prima imprenditore nell'ambiente cinematografico, amante di Gloria Swanson e successivamente promesso sposo - per interesse politico ed economico - di Rose Fitzgerald, figlia del sindaco democratico di Boston, "Honey Fitz".
Joseph "Joe" Kennedy, il quale aveva fatto i soldi grazie al proibizionismo e dunque alla sua amicizia con Al Capone, che, purtuttavia, su richiesta della CIA guidata da Edgar Hoover, troverà il modo di farlo arrestare ed in questo modo si garantirà le simpatie dei servizi segreti americani, diventando, ben presto, diplomatico statunitense in Europa.
Sarà proprio qui che inizieranno le sue simpatie per il regime di Hitler, al punto di tentare di influenzare la Corona Britannica in un'alleanza con il dittatore nazista e facendo pressione affinché la sua amica Wallis Simpson sposasse il Duca di Windsor Edoardo, di dichiarate simpatie naziste. E questa operazione tentò di orchestrarla per mezzo di un oscuro figuro, che agirà sempre nell'ombra, anche negli anni a venire, ovvero il barone Erwin Von Honnestein, già amante del Duca di Windsor.
Su pressione di Churchill, ad ogni modo, Edoardo di Windsor non salirà mai al trono, bensì sarà allontanato dallo stesso Regno Unito con la carica onorifica di Governatore delle Bahamas.
Da allora ed anche dopo la fine del nazismo e della Seconda Guerra mondiale, i rapporti fra Joe Kennedy e Erwin Von Honnestein si intensificheranno e, scopo del "patriarca" dei Kennedy, sarà quello di far giungere un Kennedy alla presidenza degli Stati Uniti d'America, orchestrandone lui stesso la politica.
Cattolico di ferro, Joseph Kennedy, farà iniziare i suoi figli John e Robert, ai Cavalieri di Colombo, ovvero una confraternita cattolica legatissima al Vaticano, di cui era già grande dignitario. Sarà così che otterrà il pieno appoggio della Chiesa cattolica per i suoi piani successivi.
Grazie all'appoggio della Chiesa, della mafia irlandese, di quella italiana, dei sindacati di Jimmy Hoffa e della CIA, Joe Kennedy riuscirà nell'impresa di far eleggere alle primarie del Partito Democratico e successivamente a Presidente degli USA, suo figlio John che, come ricorda Pier Carpi, era sostanzialmente un fifone nelle mani del padre e del fratello Robert, detto Bobby.
Joe Kennedy, riuscì nell'impresa pur avendo contro Eleanor Roosvelt, moglie dell'ex Presidente USA ed Harry Truman, ex Presidente, i quali lo consideravano un tipo pericoloso e squallido.
Fu così che iniziò l'era di John Kennedy alla guida degli USA, con una moglie, Jackie, che fu purtuttavia l'amante ufficiale del fratello Bob, oltre che dell'armatore greco Aristotele Onassis, che, dopo la morte del marito, sposerà.
E fu così che il padre del Presidente, ovvero il "grande burattinaio" Joe, manovrerà la politica estera ed interna del figlio, grazie al prezioso contributo del nazista Erwin Von Honnestein, sopravvissuto al secondo confilitto mondiale.
L'idea di invadere la Cuba di Fidel Castro, con armi statunitensi, fu infatti del padre di John Kennedy, il quale fece infiltrare ex ufficiali tedeschi fra i ribelli cubani, che avrebbero dovuto essere appoggiati dagli USA contro il regime di Fidel Castro. Ufficialmente, ad ogni modo, si sarebbe dovuto trattare di semplici ribelli cubani...
Nacque così, in sostanza, lo storico "sbarco nella baia dei Porci", appoggiato dalla CIA, ma successivamente fallito. Sbarco sostenuto particolarmente, più che dal Presidente Kennedy, da suo fratello Bob, entrato ormai in ottimi rapporti con Von Honnestein e vero pupillo del padre Joe.
Pochi, peraltro, sanno o ricordano che Bobby Kennedy e suo fratello John, su indicazione del padre, furono fra i maggiori sostenitori della politica maccartista, ovvero della famosa "caccia alle streghe" anticomunista ideata dal senatore repubblicano Joseph McCarthy. Una caccia alle streghe condotta senza esclusione di colpi e con azioni dal sapore illiberale, fatta di interrogatori, pestaggi e persino espulsioni celebri quale quella dell'attore Charlie Chaplin, al quale fu cancellata la possibilità di rientrare negli USA.
Robert Bobby Kennedy, fu peraltro consulente del dipartimento di investigazioni istituito da McCarthy, ma, ciò, come il resto, si è preferito dimenticarlo e/o occultarlo, facendolo passare come un "paladino dei diritti civili", quando in realtà era un'arrivista della prima ora, a caccia dei voti delle persone di colore, pur mantenendo il suo intimo razzismo e disprezzo per le minoranze. Tutte cose che la sua amante Marilyn Monroe sapeva molto bene e minacciava di raccontare...e proprio sul suo presunto suicidio e sul relativo coinvolgimento di Bob Kennedy, il romanzo di Pier Carpi getta una nuova e sinistra luce.
Una volta ucciso a Dallas - da un colpo di arma da fuoco - il fratello John, che non aveva mai amato, Bobby tentò di fare pressione su suo padre Joe, affinché manovrasse al fine di accaparrarsi la sedia di nuovo Presidente degli Stati Uniti. Il padre, questa volta, ad ogni modo, gli negò ogni aiuto in quanto Bob, nel suo mandato di Ministro della Giustizia, ci era andato "troppo pesante" con i mafiosi ed i sindacalisti di Hoffa, che sempre avevano rappresentato un'ottimo bacino elettorale democratico e per i Kennedy, a cominciare dall'amicizia di Frank Sinatra con il Clan.
Robert Kennedy, ad ogni modo, vinse comunque le primarie del Partito Democratico, ma anch'egli fu ucciso. Probabilmente, si ipotizza, su mandato del capo dei sindacalisti USA, Hoffa, che si sentì tradito dal Clan dei Kennedy, con il quale pure aveva sempre curato ottimi affari.
Seppellito anche il "patriarca" Joe, rimaneva solo il senatore Ted Kennedy, soprannominato Teddy the Kid, il quale, a causa del suo basso quoziente intellettivo, era stati rifiutato persino dall'iniziazione nei Cavalieri di Colombo. Amante di orge al limite del grottesco e della violenza, alcolista come la moglie, Ted, non fece mai una grande carriera politica. Ma sarà ricordato, nel libro di Pier Carpi, come colui il quale fu coinvolto nell'omicidio della giovane Mary Jo, probabilmente incinta di lui ed il cui scandalo cercò di far placare solo il Presidente Jimmy Carter.
A causa della pubblicazione di questo romanzo-verità, Pier Carpi subì proprio le minacce del senatore Ted Kennedy. Ce lo ricorda lo stesso autore nella prefazione alla seconda edizione, affermando che lo minacciò di "rompergli le ossa" e di "farlo assassinare". Ad ogni modo l'autore non fu mai nemmeno querelato.
Purtuttavia, scientemente o meno, dagli anni '90 ad oggi, Pier Carpi è stato quasi dimenticato, forse proprio grazie alle scottanti verità che raccontò e documentò.
E' del settembre 2010 il libro "Kennedy Shock", edito da Kaos Edizioni, a cura del giornalista di Radio Radicale Lanfranco Palazzolo, il quale riprende proprio queste scottanti verità (riportate anche sul relativo blog www.kennedyshock.blogspot.it).
Morto anche l'ultimo dei Kennedy, Ted, nel 2009, le verità sulle trame occulte, i segreti, i delitti ed i crimini della terribile dinastia dei Kennedy, stanno dunque finalmente venendo a galla.
Come ha scritto nell'incipit alla seconda edizione de "La banda Kennedy" lo stesso Pier Carpi, anche noi, che pur con difficoltà siamo riusciti a reperire questo prezioso libro, dedichiamo tutto ciò..."Al Sogno Americano, che una sola famiglia è riuscita a distruggere, violentando la realtà". Affinché tutto ciò faccia riflettere le menti libere e prive di condizionamenti.

Luca Bagatin



28 marzo 2011

Opportunità ed inopportunità dei simboli



Ogni simbolo ha un significato primordiale ed insito dentro noi stessi, così come ci ricorda Jung. Purtroppo però, nel corso della Storia taluni, per ignoranza e/o bramosia, hanno deciso di far propri certi simboli e attribuire ad essi altri significati, spesso fuorvianti e deleteri. Non è isolato il caso della croce cristiana, simbolo Egizio (la famosa Ankh o croce ansata) mistificato dall'Imperatore Costantino, autentico fondatore della religione cristiana (Gesù detto Il Cristo fu inchiodato ad una "tau", come in uso al tempo dai Romani e non certo su una croce), ma anche la swastica, simbolo vedico che rappresenta il sole (o, se vogliamo, la Luce, il Divino entro noi stessi, secondo la medesima tradizione), che Hitler trasformò nel simbolo del nazismo.
Personalmente metto in discussione l'utilizzo propagandistico e deleterio di taluni simboli universali, che vengono dati in pasto alle masse così, senza nessun back ground culturale e spirituale alla base. Ogni simbolo ha in sè una valenza molto grande e potente e sono pochi a conoscerne veramente la portata. Ogni simbolo può essere utilizzato a fini buoni come a fini totalmente negativi. Così è stato nei Secoli e così è tutt'ora.
Nella fattispecie parliamo di inopportunità di certi simboli in determinati luoghi. Un crocifisso posto al muro di un locale pubblico ha il medesimo significato della swastica nazista posta in un locale pubblico: l'autorità del simbolo politico-religioso (non nella sua accezione spirituale, ma etica, totalitaria e totalizzante !) su coloro i quali si trovano in quel preciso luogo. Non è un caso che i regimi totalitari abbiano fatto ampio utilizzo di simboli (spesso di origine religiosa-magica-alchemica
). Un simbolo, diversamente, dovrebbe essere interiorizzato. Così come una dottrina, un percorso spirituale. Individuale e mai collettivo, pena la collettivizzazione delle menti. Che è ciò che coloro i quali hanno bramosia di Potere meglio preferirebbero.
Perché mai sono esistite ed esistono scuole esoteriche e società discrete ? Perché esse hanno il compito di far interiorizzare individualmente e NON collettivamente certi antichissimi insegnamenti. Le Chiese, ma anche le ideologie totalitarie, sono il loro esatto opposto: esse mirano alla collettivizzazione ed all'inculcamento dei dogmi, anche per mezzo di simboli.
I simboli, invece, dovrebbero essere celati, nascosti e comprensibili solo agli Iniziati che hanno affrontato un percorso individuale (dalla metaforica discesa agli Inferi sino alla riscoperta della Luce. Dalla morte profana alla rinscita iniziatica).
La laicità, in questo senso, è l'unico strumento per garantire equilibrio e rispetto delle singole individualità. Oltre che rispetto di ogni tradizione e percorso spirituale.
L'individuo "addormentato" ha bisogno di guide. Il "risvegliato" ricerca la luce: dentro di sè.

Luca Bagatin



19 febbraio 2011

"La storia, la politica, le istituzioni": gli scritti e i discorsi di Edgardo Sogno editi da Rubbettino



Edgardo Sogno fu un un combattente per la libertà. Un partigiano, un Eroe nazionale dimenticato.
Un liberale intransigentemente antitotalitario, ovvero antifascista ed anticomunista che, solo per aver denunciato - alla metà degli anni '70 - il clerico-marxismo e teorizzato, con l'altro Eroe della Resistenza, Randolfo Pacciardi, una "Seconda Repubblica" fondata sul presidenzialismo e su un governo forte, sull'esempio di De Gaulle in Francia, fu ingiustamente fatto incarcerare dal magistrato comunista Luciano Violante con l'accusa di cospirazione politica.
E' dell'anno scorso la ripubblicazione - per la Sperling & Kupfer - della lunga intervista che gli fece il giornalista Aldo Cazzullo e raccolta nel volume "Testamento di un anticomunista", nella quale Sogno racconta la sua storia politica e la triste vicenda che lo vide ingiustamente coinvolto.
La casa editrice Rubbettino aveva già, nel 1999, ovvero un anno prima della morte di Edgardo Sogno, pubblicato un ottimo volume: "La storia, la politica, le istituzioni: scritti sull'antifascismo, sulla storiografia contemporanea e sulle riforme costituzionali".
Un volume raro e prezioso, che raccoglie gli scritti più importanti e significativi di Sogno.
Il partigiano liberale Edgardo Sogno, medaglia d'oro al valor militare, in questo volume, dimostra - per averlo vissuto in prima persona – come, durante la Resistenza, vi fossero due diversi e contrapposti antifascismi.
Uno di ispirazione liberal-democratica e dunque che si batteva contro il nazifascismo allo scopo ultimo di costruire un'Italia con libere istituzioni, ove tutti potessero concorrere alla vita democratica del Paese; ed uno di ispirazione social-comunista e giacobina, che si batteva contro i fascisti allo scopo di istituire, una volta terminata la guerra, un totalitarismo fondato sulla lotta di classe.
Sogno ed il già citato Randolfo Pacciardi, repubblicano mazziniano, appartenevano alla prima schiera di partigiani.
Via via, nel corso del volume, Edgardo Sogno, afferma cose mai scritte nel libri di Storia in Italia, in quanto fortemente condizionati dall'ideologia clerico-marxista. Egli denuncia l'influenza sovietica nel nostro Paese ed esalta la filosofia di Benedetto Croce, fondatore del Partito Liberale Italiano e, dunque, l'etica delle libertà e del liberalismo da contrapporre persino alla democrazia, se questa può finire per portare al governo dei partiti totalitari (come avvenne in Germania con Hitler, eletto, purtroppo, democraticamente dal popolo).
Edgardo Sogno, poi, esalta il ruolo dei governi del primo dopoguerra, sostenuti dalle forze risorgimentali laiche e cattoliche di ispirazione liberale e dunque da De Gasperi, Einaudi, La Malfa, Pacciardi, Sforza e Saragat, i quali sono anche riusciti ad arginare il clerico-marxismo più reazionario dei Dossetti e dei Togliatti.
Nella seconda parte del volume, Edgardo Sogno, parla delle riforme costituzionali, ovvero della necessità di rivedere profondamente la Costituzione italiana, in quanto fondata nel '47 su principi clerico-marxisti a partire dal primo articolo che fonda la Repubblica sul lavoro e non già sulle libertà ed i diritti individuali.
La Costituzione italiana, spiega Sogno, si fonda su principi anti-risorgimentali, anti-liberali ed anti-occidentali, propri delle forze che a maggioranza l'hanno influenzata: la Dc dossettiana ed il Pci.
Occorre, secondo Sogno, snellire la Costituzione ed eliminare in particolare quegli articoli in pieno contrasto con la libera iniziativa economica (come gli articoli 41 e 42) e che prevedono gli espropri di Stato.
E, in accordo con l'amico Pacciardi, Sogno teorizza una nuova Costituzione nella quale sia inserita una nuova legge elettorale: maggioritaria, a turno unico, con collegi uninominali all'anglosassone e che preveda l'elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo.
Nell'ultima parte del volume, Edgardo Sogno, ricorda l'amico di sempre: Randolfo Pacciardi. Il repubblicano che aveva due soli modelli ispiratori: Giuseppe Mazzini con il suo “Doveri dell'Uomo” - compendio di emancipazione dei lavoratori e delle donne e di rispetto per la proprietà individuale – e Charles De Gaulle, il Presidente francese che aveva dato al suo popolo una Costituzione pienamente liberaldemocratica, con un esecutivo forte e con un parlamento al quale era affidato il potere legislativo.
Randolfo Pacciardi fu bollato, dalla vulgata clerico-marxista, come un “fascista” e solamente il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, nel 1991, proporrà per lui i funerali di Stato.
Tutto questo e molto altro è contenuto nella raccolta di scritti di Edgardo Sogno edita da Rubettino e relativa alla storia della Resistenza liberaldemocratica e sulla necessità di nuove Istituzioni di ispirazione occidentale.
Un testo da leggere e diffondere: perché un pezzo di Storia, attualissimo, non sia cancellato per sempre.

Luca Bagatin



27 gennaio 2011

No ai totalitarismi di ogni colore politico e religioso !



Ogni 27 gennaio, da qualche tempo, si commemorano le vittime della barbarie nazifascista. 
E' stata scelta questa data in quanto il 27 gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio di massa. E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento dislocati in tutto il Terzo Reich per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, massoni, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le barbarie commesse in Cina, a Cuba, per non parlare della Russia di Putin, quell'"amico" (per qualcuno) Putin con le sue vittime cecene, la Politoskaia, Antonio Russo: i giornalisti uccisi perché denunciavano i suoi crimini di Stato. E vogliamo parlare della Bielorussia di Lukashenko ? O della Libia di Gheddafi ?
No, cari miei. L'orrore nazifascista e marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi" non è purtroppo terminato nel 1945 o con la fine della Guerra Fredda negli anni '90.
Non possiamo poi dimenticare e certo non vogliamo farlo, in particolare ogni 27 gennaio, le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici": catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici", ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano dà ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e di far loro un vero e proprio lavaggio della mente. Le svuotano dalla loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'umanità intera perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo. Pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di suoi pari in quanto persone, individui, esseri umani.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo".
Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze) e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.

Luca Bagatin



31 agosto 2010

Stop all'imbarazzante e pericolosa politica estera di Silvio Berlusconi



E dopo l'amicizia con i già comunisti ed antidemocratici Vladimir Putin e Alexandr Lukashenko (senza contare il patto di ferro al governo con il già comunista Umberto Bossi) ed oggi i rinnovati omaggi al dittatore libico Mu'ammar Gheddafi,
Silvio Berlusconi

si riconferma il leader europeo più antieuropeo, antiamericano ed antioccidentale della piazza.
Urge una sollevazione democratica di liberali, repubblicani, liberalsocialisti, atlantisti, amerikani col kappa, anticomunisti, antifascisti !!!!




Per una nuova, autentica, Rivoluzione Liberale



22 gennaio 2010

L'On. Paolo Grimoldi, Anna Frank e la sessuofobia



Non conoscevamo l'On. della Lega Nord Paolo Grimoldi e forse, oltre che a noi, era sconosciuto anche a più di qualcun altro.
Ad ogni modo e comunque è salito alla ribalta della cronaca, una cronaca nerissima come la pece, per aver sollevato la pretestuosa polemica relativa a "Il Diario di Anna Frank", che, a suo dire, non andrebbe proposto nelle scuole elementari come invece è avvenuto in una scuola del Comune di Usmate Velate (Monza).
Il motivo ?
Detto diario conterrebbe pagine hard che turberebbero le menti dei bambini, in quanto la piccola Anna Frank - ragazza ebrea diventata simbolo della Shoah, trucidata nel campo di sterminio di Bergen-Belsen nel 1945 - avrebbe descritto, in esso e minuziosamente, le sue parti intime.
Ora, sarà anche che l'On. Grimoldi aveva proprio voglia di farsi conoscere (e soprattutto riconoscere) al grande pubblico, ma ci pare che la sua proposta surreale comprenda in sé un tasso di sessuofobia considerevole.
"Il Diario di Anna Frank" racconta della vita di un'adolescente ebrea costretta dai nazisti, assieme alla famiglia, alla clandestinità. Ed è l'unico mezzo che ella ha avuto per esprimersi, per esprimere le sue pulsioni e sentimenti di ragazza che......non diventerà mai grande.
Un documento che proprio i più giovani dovrebbero leggere, perché, infondo, Anna non è che una di loro.
Che l'On. Grimoldi si soffermi su presunte "pagine hard" come le definisce, ciò forse può significare che non abbia per nulla compreso il significato di tale documento (e così i genitori di quella scuola che hanno sollevato il caso), oppure che non ricordi punto la sua adolescenza, fatta anche e proprio della scoperta del proprio corpo, della propria sessualità, delle proprie pulsioni erotiche. Del tutto naturali.
E' per questo che, nelle scuole elementari andrebbe invece introdotta un'ora obbligatoria di educazione sessuale e sentimentale. Senza tabù o pregiudizi, ma con profonda apertura e spirito di curiosità.
Solo culture primitive e dogmatiche hanno timore del sesso in quanto non hanno o non hanno mai voluto affrontare apertamente tale tema.
E così, approfondendo Freud, Jung e tutti i Padri della psicanalisi, si comprenderà che con i tabù sessuali si produrranno perversioni, distorsioni, complessi, omofobia, sessuofobia. E che una corretta educazione sessuale è il miglior antidoto alla violenza ed alla prevaricazione.
Quando la classe politica ed il panorama culturale del nostro Paese lo comprenderanno avremo fatto un passo verso le democrazie liberali, laiche ed occidentali. Sino a quel momento consideriamoci pure e tristemente, ancora un Paese medievale, arretrato e finanche complessato sessualmente.

Luca Bagatin

PS: scusate l'intrusione ma proprio non riesco a non rendervi partecipi di quest'assurdità.
Al link
http://poteriocculti.mastertopforum.biz/articolo-di-luca-bagatin-vt277.html
pare che abbiano il tempo di discutere del sottoscritto....e in maniera veramente esilarante.
Divertitevi a leggere ad esempio questo commento che fa quasi paura....Sono definito come una sorta di Tinto Brass del sadomaso AHAHAHAHA.... :-)))

Amici

ho dato un'occhiata al sito di questo ragazzo, Luca Bagatin.
Penso che queste siano le persone veramente pericolose, perché intelligenti.
Ma la loro intelligenza non è devoluta al bene, al vero, bensì ad ideologie retrograde (che caspita vuol dire liberal-repubblicanesimo mazziniano, se non confusione eletta a sistema?).
Il sito contiene immagini violente: un'arma, arti insanguinati, ed adombra gusti sessuali sado-maso. Tutte le foto di donne presenti richiamano il sado-masochismo.
Il top lo ha raggiunto nell'indicare come suo maestro televisivo il noto pedofilo Gianni Boncompagni! Un vero maestro!


Ma i pensieri di questi anonimi forumisti chi li ha prodotti ? Il Sessantotto ? La televisione di oggi ? La mancanza di ideali e di valori (visto che non sanno nemmeno che significa liberal-repubblicano ! sic !) ????
Io ci rido davvero, non so voi.
Ma ci sarebbe molto da piangere e da rabbrividire.



18 gennaio 2010

"Prendimi l'anima": un film sulla storia d'amore fra Sabina Spielrein e Carl Gustav Jung



Che cos'è l'anima, che cos'è la psiche ?
Può l'anima nei suoi risvolti più profondi, spirituali ed interiori, essere in profonda comunicazione con la psiche ?
Che cos'è l'amore ?
Amore e Psiche, gli eterni amanti descritti da Apuleio e raffigurati dal Canova in un'allegoria che racchiude profondissimi significati mistici e psicologici.
Sono queste immagini, queste figure, che mi sono affiorate alla mente allorquando ho rivisto il bellissimo e drammatico film di Roberto Faenza: "Prendimi l'anima".
Un film del 2002 che ricorda la profonda e tormentata storia d'amore fra lo psichiatra Carl Gustav Jung ed una sua paziente, l'ebrea russa Sabina Spielrein, poi diventata a sua volta celebre psicoanalista.
Una storia che venne alla luce proprio di recente, anche per mezzo dello studio delle conversazioni epistolari fra il padre della psicanalisi Sigmund Freud ed il suo allievo Jung.
Sabina Spielrein, fragile donna che nel 1904 fu ricoverata - a soli vent'anni - in una clinica nei pressi di Zurigo in quanto gravemente malata di isteria. Probabilmente in quanto maltrattata dal padre.
Qui la accoglierà amorevolmente uno Jung alle prime armi, dedito a sperimentare per la prima volta i metodi di Freud.
Metodi diametralmente opposti rispetto a quelli coercitivi in voga all'epoca fatti di docce fredde e camicie di forza.
Il metodo freudiano - che sarà poi alla base di quello junghiano - si fonderà infatti sul dialogo franco ed aperto fra paziente e medico e sulla libera associazione delle parole (mai come in questo film sono stati messi in evidenza, sul grande schermo, i rudimenti di tale metodo).
Sarà proprio la fiducia della Spielrein nei confronti di Jung a garantirle la piena guarigione. Una guarigione - raffigurata - nel film di Faenza, dalla bellissima scena della Spielrein (interpretata da una magistrale Emilia Fox) che canta e suona "Tumbalalaika", canzone d'amore russa della tradizione ebraica, accompagnata dai sorrisi e dagli applausi di tutti i malati psichici della clinica. E da uno Jung che si farà coinvolgere nella danza, con l'evidente disapprovazione di tutti gli altri psichiatri, che già allora lo consideravano un tipo bizzarro.
"Non ci può essere cura senza amore", afferma Jung nel film stesso, che ricorda una delle sue celebri massime: "Dove l'amore impera, non c'è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l'amore. L'uno è l'ombra dell'altro".
Sarà così che, dopo la guarigione, Jung continuerà a frequentare la donna, incoraggiata da lui stesso ad intraprendere studi in medicina. E sarà così che i due si innamoreranno perdutamente l'uno dell'altra in un'unione perfetta e simbiotica, erotica e passionale.
Jung donerà alla Spielrein, dunque, una pietra, rammentandole che gli uomini primitivi erano soliti credere che l'anima umana fosse contenuta in essa. Egli l'aveva così allegoricamente resa "custode della sua anima".
Carl Gustav Jung è purtuttavia sempre un uomo sposato e si vedrà costretto ad interrompere bruscamente il rapporto con la Spielrein, che nel frattempo si laureerà e sposerà successivamente il medico russo Pavel Scheftel che le darà due bambine.
E' così che la Spielrein tornerà nella sua Russia, a Mosca, ove fonderà un asilo per bambini: l'Asilo Bianco.
Jung, comunque, non la dimenticherà al punto che continuerà a sognarla e saranno proprio i suoi sogni premonitori (ricordiamo che lui stesso si occuperà in diverse occasioni della sua vita di questo particolare fenomeno della psiche, così come dei cosiddetti "fenomeni occulti" di cui si era già occupato nella sua tesi di laurea) a segnalargli i momenti di pericolo corsi dalla donna. Che saranno purtroppo molti.
Nell'Asilo Bianco la Spielrein avrà modo di sperimentare nuovi metodi educativi improntati allo sviluppo della creatività e della massima libertà dei bambini, insegnando loro anche primi rudimenti di educazione sessuale.
E' davvero commovente la scena in cui la Spielrein riesce a far sorridere un bambino chiuso in sé stesso e profondamente triste, distraendolo con un simpatico scimpanzè. Quel bambino è Ivan Ionov, tutt'ora vivente ed ultra ottantenne che non dimenticherà mai quanto fatto dalla psicoterapeuta per lui.
A Mosca, Sabina, aderirà anche al nascente bolscevismo, ma dovrà presto ricredersi nel momento in cui la repressione stalinista le imporrà con la forza di chiudere l'Asilo e metterà all'indice i suoi metodi educativi, considerati contrari alla morale comunista.
E' così che, morto il marito nelle cosiddette "purghe staliniane", la donna tornerà nella sua natia Rostov per tentare di fondare un asilo clandestino, ma i nazisti che stavano avanzando in Unione Sovietica la prenderanno e la trucidetanno assieme alle figlie ed a centinaia di altri ebrei in una sinagoga.
Il film di Faenza è strutturato su due livelli: da una parte la storia di Sabina Spielrein, della sua storia con Jung e della sua carriera di psicoterapeuta infantile e dall'altra quello di due giovani studiosi, Marie e Fraser, che, ai nostri giorni, a Mosca, tenteranno di ricostruire la storia di questa incredibile donna.
Una donna, la Spielrein, che influenzò profondamente l'opera di Jung e finanche di Freud, come documentato dai rapporti epistolari che ebbero i tre.
Nel suo diario personale, ella volle appuntare che avrebbe desiderato - una volta morta - che la sua testa andasse a Jung al fine di sezionarla e di studiarla, mentre il suo corpo avrebbe voluto fosse cremato affinché le sue ceneri fossero sparse ai piedi di una quercia con una semplice lapide con sopra scritto: "Anch'io sono stata un essere umano".
"Prendimi l'anima" è dunque un'opera unica nel suo genere, che parla di anima e di amore a partire da due storie autentiche: quella di un fine studioso dell'inconscio come Jung e quella di un ex malata di mente poi brillante psicanalista.
Un rapporto eterno: anima e amore, destinato ad affascinare e ad entrare sempre e comunque nella vita quotidiana di ciascuno di noi.

Luca Bagatin



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini