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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 gennaio 2016

"Amore è libertà. Libertà è amore. Libertà è nudità. Nudità è verità". Riflessioni di Luca Bagatin

La nudità, essendo la massima espressione della verità, non andrebbe mai coperta.
Figuriamoci poi quando si tratta di arte.


Non ci si rende conto che la prostituzione è già stata legalizzata. Si chiama "libero commercio" ed é la peggiore forma di pornocrazia.


Proporrei l'impossibilità di ritorno in patria per gli imprenditori che delocalizzano le loro imprese all'estero. Ovviamente è anche la ragione per la quale vorrei che il capitalismo fosse superato e che non vi fosse alcuna unione economica europea, che ha avvantaggiato e avvantaggia solo i ricchi.


L'unica religione che potrei professare è quella che che predichi la nudità dei corpi e delle menti. Perché solo la nudità può rappresentare la verità.
Il resto è solo ipocrisia, menzogna e stupidità.


La chiave di lettura del mondo è il sesso. Per conoscere a fondo una persona, devi scoparla.


In un Paese nel quale si uccidono fidanzate e mogli non mi stupisce che in molti vogliano negare ad altri il diritto di amare.
L'Italia, del resto, è il Paese dei mammoni e dei papponi.
Un Paese di merda, ve ne siete mai resi conto ?


L'utero in affitto, in una società non capitalistica, semplicemente non esisterebbe.
Il problema è il "libero commercio" non l'utero in affitto.


Secondo me un parlamentare, un politico e un capo di stato e governo dovrebbero lavorare gratuitamente o quasi. Dovrebbe essere riconosciuto loro solo un rimborso spese simbolico relativo al vitto e all'alloggio in una piccola pensione o in un albergo con massimo una o due stelle.
Mi si dirà che allora nessuno avrà interesse a diventare capo di stato, di governo o parlamentare ed allora io risponderò: tanto meglio !


Quando si insulta il prossimo è sempre perché non si hanno argomenti di discussione con cui ribattere.
Agli insulti non risondo mai, ma archivio, come sempre.
Mai mettersi contro una persona che non dimentica, nemmeno dopo anni.


La mania di attribuire etichette e appartenenze ad altri genera sempre equivoci.
La stupidità umana non ammette che una persona possa essere libera dalle etichette e dalle appartenenze.
Per quel che mi riguarda ho fatto parte di molte organizzazioni in passato, ma ciò non significa che io abbia mai avuto una appartenenza.
La mia personale militanza ha dimostrato infatti il contrario, ovvero che ho tentato di influenzare, con le mie idee e prospettive, quei movimenti.
Al punto che, compreso il fallimento delle organizzazioni, istituzioni, partiti ecc... ho deciso quasi tre anni fa di fondare un pensatoio, ovvero AMORE E LIBERTÀ.




19 dicembre 2015

E' l'ora dei popoli affamati dalla globalizzazione e dal capitalismo

Lo diciamo e lo scriviamo da tempo, da molto tempo: è l'ora dei popoli. Dei popoli affamati e affratellati.

Qualsiasi sia stato l'esito elettorale, è l'ora dei Podemos e di Marine Le Pen e di tutti coloro i quali si battono contro un'Europa oligarchica, globalista e capitalista. L'Europa del debito pubblico impagabile.

E' l'ora di Pablo Iglesias, leader dei Podemos spagnoli, che si è da sempre ispirato alla Rivoluzione Bolivariana e democratica di Hugo Chavez e dei leader dell'emancipazione dell'America Latina e che, come vado affermando anch'io nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà” (in merito al quale ho scritto un recente saggio, con prefazione di Antonio Tiberio Dobrynia), sono alla base di una nuova idea di democrazia: partecipativa, nazionale, popolare, socialista libertaria e umanitaria.

E' l'ora, dunque, di mettere da parte le vecchie etichette destra-sinistra; di decretare uno “Stato di felicità permanente”, rispolverando un vecchio slogan degli Indiani Metropolitani; è l'ora di smetterla di credere ai falsi profeti alla Grillo, già stipendiati dalla Rai-Tv; di smetterla di sostenere figure autoritarie come Matteo Renzi o come quel Berlusconi che ripropone una nuova accozzaglia di moderati oppure quegli pseudo-estremisti che già hanno mal governato questo Paese come la Meloni e Salvini e che, peraltro, quando erano al governo, hanno fatto esattamente l'opposto di quanto vanno predicando oggi.

E' l'ora della partecipazione attiva delle intelligenze stanche di subire un'inutile austerità che ingrassa unicamente il sistema capitalista speculativo e finanziario ed i politicanti di turno.

E' l'ora di abolire – di comune accordo – il debito pubblico, come afferma l'intellettuale francese Alain De Benoist, in quanto impagabile anche con misure di austerità che stanno uccidendo letteralmente il cittadino. Pensiamo ai numerosi casi di suicidio di piccoli imprenditori o di coloro i quali hanno perduto il posto di lavoro.

E, anche se può sembrare una provocazione, sarebbe l'ora che la BCE diventasse, più che un istituto di credito (di quale credito gode poi ?), un istituto di beneficenza, in grado di regalare danari agli Stati ed ai cittadini che ne hanno bisogno. Che sono tanti e troppi, a differenza dei pochi banchieri e dei pochi politicanti di Bruxelles, Washington, Mosca o Pechino, che si crogiolano da sempre nel loro gioco preferito: il Risiko. Sulla pelle dei lavoratori, dei poveri, degli oppressi costretti a migrare a causa di guerre da loro non volute, non cercate, non certo finanziate.

Questa è la Civiltà dell'Amore che sogniamo. Una civiltà libera da povertà e oppressione. Una Civiltà contrapposta, dunque, alla società del piacere effimero e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Una Civiltà che vada oltre la destra e la sinistra e che sappia coniugare la laicità con la spiritualità. Spiritualità che, lo ricordiamo, non ha nulla a che vedere con qualsivoglia dogma religioso che da secoli opprime le menti ed è spesso all'origine di violenza e di prevaricazione.


Luca Bagatin



23 novembre 2015

Ritratto politico senza ritrattare nulla. Ovvero: quando entrai nelle Ur-Lodges e scoprii che trattavasi di un'agenzia per pornoattori. Riflessioni massonocritiche e neogeologiche by Luca Bagatin

Sono nato bianco, ma, non per questo, sono razzista né sono lavato con Perlana (a mano e/o in lavatrice).
Non vado a votare il che farebbe di me un menefreghista, in realtà lotto per la vera democrazia rappresentativa: quella che rappresenta tutti quanti.
Sono eterosessuale e per questo mi incazzo se qualcuno ce l'ha con gli omosessuali.
Non sono sindacalizzato e questo perché sono in grado di lottare contro i padroni senza alcuna mediazione.
Non sono di alcuna religione e proprio per questo credo in Dio, senza farmi tante pippe mentali.
Non sempre rifletto. Preferisco seguire il cuore, anticamente dell'amore.
Tengo molto alla mia ignoranza che mi fa bene ar core e alla panza.
Vorrei vivere con la sicurezza che la stupidità sia punita, ma non mi illudo...viviamo pur sempre nel “mondo reale”, mica in un videogioco !
Penso che ciascuno abbia il diritto di vivere in pace e a pancia piena e di esercitare il lavoro che meglio gli si confà.
Ritengo che la difesa di un Paese sia inutile e superata in un mondo nel quale la stupidità e l'egoismo umano siano stradicati.

Sono per l'autogestione dei mezzi e dei fini. Volendo anche dei confini. Sono per il socialismo realistico.

Penso che l'unica lotta efficace alla disoccupazione si trasformarla in tempo libero. E che ci guadagno ? Tempo libero. E come vivo ? Con il baratto. E cosa baratto ? Ciò che non serve a te, ma serve ad altri. E viceversa.

Non credo alla legge di mercato basata sulla domanda e sull'offerta, bensì alla legge naturale basata sulla domanda e la risposta che, se posta ad un soggetto ricco da parte di un soggetto povero deve essere, automaticamente affermativa. Domanda: Ho fame, hai qualcosa da darmi ? Risposta: Certo, con piacere ! :D

Mi piace dire e dare ma soprattutto baciare lei di cui non vi dirò mai il nome perché son cazzi miei. Glielo scriverei in una lettera da utilizzare come testamento. Non necessariamente massonico.

Amo il disimpegno perché, chi è troppo impegnato, non ha tempo di far l'amore.
So di essere controcorrente e che la maggioranza non la pensa come me. Ma sapete che vi dico ?
FANCULO ALLA MAGGIORANZA !




21 novembre 2015

Scioli Presidente: Cristina y Peron estan presenti !











17 novembre 2015

Riflessioni terzomondiste: by Luca Bagatin

Non vi può essere vera cultura dei diritti se, nel mondo, vi sono ancora bambini che soffrono, che muoiono, che hanno fame. E la stessa cosa vale per donne e uomini, trattati come carne da macello e schiavi della dittatura del Potere, del Danaro, della Religione.


Mi occupo di (contro)cultura e (anti)politica il che significa che la politica cosiddetta "ufficiale" non solo non mi interessa ma la ritengo marginale e poco utile per le persone.
Se volete possiamo anche parlarne, ma, sinceramente, preferisco parlare di cose serie.


Mi auguro che Hollande e Sarkozy si pentano amaramente della loro politica estera.
La Libia, ricordiamolo, subì un vero e proprio atto di guerra da parte del governo francese.
Il popolo francese NON fu mai consultato in merito !


L'unica perversità che conosco sono le Religioni Monoteiste Istituzionalizzate. La mia unica religione è l'Amore.


Oggi va bene essere francesi, ma occorreva essere libici quando la Libia sovrana veniva invasa dalla Francia.
Il terrorismo non lo compiono i popoli.
Ma i politicanti.


Forse Roma, più che di un sindaco, necessiterebbe di poteri speciali a forze dell'ordine e a forze armate, per obbligare le persone poco educate a rispettare la legge.


Chi attacca o uccide una persona pacifica e inerme non è né un uomo né un militare.


Leggo che i politicanti non sanno che cosa fare dell area Expo. Ma scusate, costruire case da dare a chi non ne ha, sarebbe chiedere troppo ?


Li hanno chiamati "dittatori", ma, se avessero studiato ed approfondito le loro storie, avrebbero notato che Mu'Ammar Gheddafi e Josip Broz Tito, erano dei riformatori sociali che attuarono, rispettivamente, in Libia e in Jugoslavia, l'autogestione delle imprese e dell'economia, sostenendo i ceti più poveri della popolazione.
Rimanendo autonomi sia dal blocco sovietico che da quello capitalista.
A rappresentare un Terzo Mondo libero e sovrano.



29 ottobre 2015

"Masters of the World": un interessante simulatore geopolitico

Il celebre Cancelliere imperiale del XIXsecolo Otto Von Bismark, definì la politica come “l'arte del possibile”. Ma può, l'arte, essere utilizzata per comprendere la politica ?

A risponderci è la casa produttrice francese Eversim, la quale realizza principalmente simulatori e “seriuous game” (letteralmente “giochi seriosi”) che, con il suo videogioco per pc “Masters of the World” è riuscita – attraverso la sua arte grafico-strategica - a realizzare il primo simulatore geopolitico al mondo.

Governare un Paese è il mestiere più complesso al mondo, in quanto le variabili sul campo sono numerose: economiche, commerciali, militari, geo-strategiche e così via e lo possiamo ben comprendere seguendo ogni giorno i mass-media, internet e così via.

Eversim – che, ricordiamolo, si occupa da anni di realizzazione di giochi di simulazione spesso utilizzati anche per la formazione di diplomatici e di consulenti NATO, ci permette con il suo “Masters of the World” - scaricabile al sito www.masters-of-the-world.com - di vestire i panni di un Capo di Stato o di Governo e di gestire, in modo sufficientemente realistico, la politica di uno dei 175 Paesi del mondo.

Chi scrive ha testato personalmente il gioco e lo ha trovato davvero entusiasmante e realistico, oltre che educativo. La grafica è semplice, ma comunque di buona qualità, se consideriamo che nel gioco sono riprodotti pressoché fedelmente tutti i Capi di Stato e di Governo attualmente in carica, oltre che i relativi Ministri (per l'Italia, considerando che il gioco è aggiornato al 2014, il Premier è Enrico Letta e i suoi relativi ministri dell'epoca ed all'opposizione sono riprodotti i vari Grillo, Berlusconi ecc...).

Il gioco consiste, in sostanza, nel gestire il sistema legislativo, delle imposte, la politica interna ed estera (gestendo i relativi Ministeri, interfacciandosi con i relativi Ministri), le relazioni economiche nazionali ed internazionali, il sistema dei servizi segreti e così via, attraverso un vastissimo menu. Gli obiettivi del gioco sono presto detti: rimanere al governo con un indice di popolarità elevato, risollevando le sorti del Paese e, successivamente, essere anche rieletti. Il che, ve lo posso garantire, è tutt'altro che semplice e per potervi riuscire occorre essere muniti di grande pazienza e di capacità di ragionamento, un po' come se ci trovassimo davvero nella “stanza dei bottoni” della politica nazionale ed internazionale.

E' molto facile, ad esempio, se aumentate troppo talune imposte, oppure se tagliate troppo talune spese, che l'opposizione o i sindacati organizzino scioperi e manifestazioni ad oltranza, bloccando, di fatto, il Paese. A quel punto avete alcune opzioni: andare in tv e spiegare alla popolazione le vostre intenzioni; ritirare o cambiare la vostra politica fiscale; far intervenire la polizia o l'esercito per far arrestare i facinorosi, oppure, addirittura, tentare di corromperli.

Viceversa, se ad esempio abbassate le imposte o talune spese, il vostro indice di popolarità aumenta ma...attenzione ! Il deficit statale aumenta e così i relativi interessi sul debito. Interessi che, peraltro, potete tentare di negoziare attraverso appositi incontri con i “prestatori” internazionali e le agenzie di rating. Occorre dunque fare molta attenzione a quali imposte aumentare o diminuire, quali spese ridurre o aumentare, a seconda delle esigenze economico/politiche del momento. I Ministri del vostro governo virtuale, ad ogni modo, vi forniranno spesso dei suggerimenti in merito che potrete assecondare, oppure, eventualmente, ignorare.

Badate bene che ogni scelta di aumento delle imposte o l'introduzione di nuove leggi (ad esempio la modifica della legge elettorale, l'introduzione dell'eutanasia ecc...) deve obbligatoriamente passare per la votazione nel nostro/vostro Parlamento virtuale (oppure tramite referendum, se scegliete di cedere la parola agli elettori) e, anch'essa, funziona in modo piuttosto realistico.


Oltre a ciò vi sono gli incontri internazionali, ovvero la possibilità di gestire importazioni ed esportazioni del Paese e, dunque, negoziare con la Merkel, Hollande, Putin (riprodotti graficamente in modo fedelissimo) e tutti gli altri Capi di Stato del mondo.

Altro dato di realismo del gioco sono le organizzazioni internazionali delle quali fate parte e/o con cui avrete a che fare nel corso della partita: ONU, Fondo Monetario Internazionale, NATO, BRICS, Mercosur e così via e ciò vi permetterà di comprendere ancora meglio il loro funzionamento nella vita reale e quanto ciò incida nella vita quotidiana di tutti noi.

“Masters of the Word” prevede inoltre la giocabilità di diversi “scenari” realistici fra cui: “Salvataggio della Grecia”, “Fiscal cliff USA”, “Escalation Israele-Iran” e molti altri. In questo modo non solo si possono comprendere meglio le problematiche relative alla geopolitica di quei Paesi, ma anche testare le nostre capacità strategiche di risoluzione dei problemi relativi.

Altro aspetto accattivante del “serious game” in questione è lo scenario che ci permette di interpretare il ruolo del capo di uno qualsiasi dei partiti d'opposizione che, nello scenario in questione, verrà eletto e dunque salirà al potere. Importante è, ad ogni modo, anche la coerenza ideologica: se il partito al governo ha un orientamento di “sinistra” le misure politiche adottate dovranno essere coerenti con questo orientamento; la medesima cosa accadrà se il partito al governo ha un orientamento di “destra”. Se il Premier in questione da noi interpretato deciderà, ad ogni modo, di prendere decisioni in contrasto con la sua maggioranza, potrebbe avere non pochi grattacapi con i suoi Ministri e parlamentari e, dunque, subire diverse crisi di governo. Come, nei fatti, accade nella realtà !

“Masters of the Word” è, dunque, un'esperienza unica nel suo genere, anche perché ci risulta essere l'unico videogame geopolitico attualmente in commercio e merita di essere provato non solo dai giovani appassionati di videogiochi gestionali, ma anche dagli addetti ai lavori: siano costoro giornalisti, appassionati di politica o personalità politiche medesime.


Luca Bagatin



25 ottobre 2015

Viva il Peronismo Kirchnerista ! Viva Daniel Scioli per un'Argentina ancora più giusta ! HASTA el Frente para la Victoria SIEMPRE !








18 settembre 2015

XX Settembre: ricorrenza tradita dai liberal-giolittiani ed affossata prima dai fascisti e poi dalla partitocrazia

Con il 20 Settembre 1870, l'entrata dei bersaglieri a Porta Pia e la conseguente caduta del potere temporale del Papa dei cattolici, si compie l'Unità d'Italia.

Data storica che, prima dell'avvento dei fascismo - sceso a patti con la Chiesa cattolica – era anche considerata festa nazionale.

Festa nazionale ormai cancellata e la data pressoché dimenticata da tutti, salvo da noi anticlericali, repubblicani, mazziniani e massoni.

Non va dimenticato che il 20 Settembre vide per la prima vola uniti repubblicani mazziniani, socialisti e persino liberali che, con Cavour, dichiararono “Libera Chiesa in libero Stato”. Salvo tradire lo stesso Cavour, nel 1913, con il patto Gentiloni voluto da quello che Gaetano Salvemini definì il “Ministro della malavita”, Giovanni Giolitti.

Il patto, infatti, previde un accordo fra liberali e cattolici dell'Unione Elettorale Cattolica Italiana, che prevedeva una nutrita quantità di seggi cattolici in seno al partito liberale. E ciò per contrastare l'avanzare dei repubblicani e dei socialisti. Un patto che permise ai liberal-cattolici di ottenere il 51% dei voti. Ovviamente le elezioni erano a suffragio universale ristretto !

Ecco che lo spirito del 20 Settembre fu tradito dai liberal-giolittiani prima e affossato dal fascismo mussoliniano nel 1929 e dalla sedicente Repubblica italiana del 1948, la quale, fondata sul tacito accordo fra cattolici e comunisti, rimarrà in mano alla partitocrazia ed agli umori del Papa dei cattolici, non più Re, ma pur sempre condizionante l'attività del Parlamento, salvo essere contrastato dallo spirito libertario dei radicali, repubblicani, socialisti e liberali del dopoguerra, i quali riusciranno quantomeno ad ottenere la legge sul divorzio e sull'aborto, confermate dal voto popolare referendario.

Di questo oggi rimane ben poco. La Repubblica italiana rimane una non-Repubblica delle banane, ovvero un'oligarchia di politicanti senza arte né parte. La stessa legge sulle unioni civili che dovrebbe essere approvata è imposta da Bruxelles e sarà sicuramente all'acqua di rose. I diritti delle persone, come sempre da noi, calpestati in nome della stupidità dogmatico-religiosa, che di spirituale e di umanitario non ha mai avuto nulla.

A parte queste facili e desolanti constatazioni, desideriamo segnalare un interessante saggio, appena uscito per le ezioni Ibiskos, realizzato da Renato Traquandi, repubblicano mazziniano della prima ora, che con “Le strategie vaticane” racconta proprio le alterne vicende e rapporti fra il nascente Stato unitario e la Chiesa cattolica. Una lettura storica e politica interessante, che andrebbe suggerita anche al Papa dei cattolici Francesco o Sig, Bergoglio che dir si voglia, che ci appare piuttosto l'ennesimo burattino nelle mani di un potere che rappresenta tutto salvo che gli insegnamenti di fratellanza, povertà e uguaglianza dettati dal Cristo.


Luca Bagatin



23 agosto 2015

A Roma va in onda la fiera dell'ipocrisia

A Roma va in onda non tanto e non solo un funerale in stile hollywoodiano-kitsch come è stato definito, ma anche la fiera dell'ipocrisia.

L'ipocrisia di una politica che finge di scandalizzarsi, quando invece era tutto autorizzato. Dal Comune, dai vigili, dall'AMA. Tutti sapevano, ma solo il giorno dopo tutti costoro hanno iniziato a scandalizzarsi, a stracciarsi le vesti. A scoprire che a Roma comanda la mafia, zingara o meno, da quel dì.

Del resto ci sono tanto di foto storiche che ritraggono noti politicanti e noti burocrati accanto a noti mafiosi. E tutti assieme cenano allegramente.

La mafia a Roma, del resto, è un fenomeno antico quanto il mondo. Lo stesso Impero Romano si reggeva sula corruzione e sul malaffare.

La mafia, del resto, è una certa mentalità ipocrita, dedita alla ricerca del guadagno facile, dell'edonismo senza faticare. La mentalità del “fotti il prossimo e godi”. Una mentalità diffusa e difficilmente sradicabile. Una mentalità familista e omertosa.

Una mentalità che si riverbera nella politica odierna, una politica effimera, che ha ucciso il pensiero, fondata sugli slogan, sulla disonestà intellettuale e sull'autoritarismo prima berlusconiano e poi renziano. Una politica fondata sul “gioco delle tre carte” che fa il paio con l'altrettanto ipocrita Chiesa cattolica che anche oggi finge di stracciarsi le vesti, la quale nel 2006 non autorizzò il funerale del povero Piero Welby, la cui memoria è stata ancora una volta oscurata. Dal malaffare diffuso. Dalla disonestà intellettuale e morale. Dalla bestemmia di coloro i quali hanno usurpato il Verbo del Cristo.

Non sappiamo come se ne potrebbe uscire. Forse iniziando a legalizzare droghe e non droghe, togliendone alla criminalità il monopolio. Forse abolendo per sempre gli appalti per le opere pubbliche e facendo realizzare i lavori ad aziende pubbliche e autogestite dai cittadini stessi. Forse istituendo comitati popolari composti da cittadini estratti a sorte, come nell'Agorà Greca, abolendo partiti ed elezioni politiche, portatrici di corruttela, clientelismo, dittatura della burocrazia.

Ad ogni modo tutto ciò sarebbe solo parzialmente risolutivo del problema. Occorre un cambio radicale di mentalità e di atteggiamento.

Sin tanto che il popolo sarà ipocrita, tendente alla corruzione ed alla corruttela, ovvero baserà la propria vita sull'egoismo anziché sull'amore per il prossimo, ovvero baserà la sua vita sul guadagno anziché sul dono; sino a che gli individui condurranno una vita ove ammirano chi ha di più anziché chi utilizza il proprio tempo libero per godere dei piaceri della natura e lavora onestamente...sin tanto che ciò tenderà a prevalere, la mafia continuerà ad avere la meglio.

E, come al solito, chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.


Luca Bagatin



16 agosto 2015

Alcune massime di Mu'ammar Gheddafi tratte dal "LIbro Verde" sui partiti che tolgono potere ai cittadini e sull'economia autogestionaria. Prospettive attuali per nuovi orizzonti.

Quando il parlamento è il risultato della vittoria elettorale di un partito, è il parlamento del partito e non del popolo. Rappresenta il partito e non il popolo ed il potere esecutivo detenuto dal parlamento è il potere del partito vincitore e non del popolo.

(...)

Questo significa che i parlamenti sono divenuti uno strumento per usurpare e monopolizzare a proprio vantaggio il potere del popolo. Questo è il motivo per cui è divenuto, oggi, diritto dei popoli lottare, attraverso la rivoluzione popolare, per distruggere questi strumenti di monopolio della democrazia e della sovranità che si denominano parlamenti, i quali usurpano la volontà delle masse. E’ diritto dei popoli proclamare solennemente il nuovo principio: "Nessuna rappresentanza al posto del popolo".

(...)

Il partito è la dittatura contemporanea. E’ lo strumento di governo delle moderne dittature poiché rappresenta il potere di una parte sul tutto. E’ il più recente sistema dittatoriale. Poiché il partito non è un individuo, esso da luogo a un’apparente democrazia, formando assemblee e comitati senza contare la propaganda svolta dai suoi membri.

(...)

La domanda è: una volta che si verifica una deviazione della legge, chi controllerà la società per avvisarla di tale deviazione ? Democraticamente nessuna parte può, in nome della società, pretendere il diritto di controllo. Ciò significa che spetta alla società di controllare sestessa. E’ una dittatura la pretesa di una qualsiasi parte, sia essa un individuo o un gruppo di individui, di essere responsabile della legge, perché democrazia significa responsabilità della società intera e, pertanto, il diritto di controllo spetta a tutta la società.
E’ questa la democrazia, che si esercita attraverso lo strumento di governo democratico che è il risultato della organizzazione della società stessa nei congressi popolari di base.

(...)

Il sostentamento è una necessità assoluta per l’uomo. Non è ammissibile, in una società socialista, che per l’appagamento dei propri bisogni l’uomo debba dipendere da un compenso sotto forma di salario o di carità da qualsiasi parte essi vengano.
Nella società socialista non dovrebbero esserci salariati, ma  associati, poiché i proventi sono prerogativa personale dell’individuo, sia nel caso in cui li procuri da se stesso nei limiti delle sue esigenze, sia che detti proventi costituiscano una parte della produzione nella quale l’individuo stesso è un elemento fondamentale. In ogni caso i proventi non possono derivare da un salario percepito per una attività produttiva effettuata per conto di terzi.

Prossimamente sarà cura di questo blog parlare diffusamente della figura e delle prospettive politico-ideali del Presidente e Colonnello Gheddafi, ingiustamente e barbaramente ucciso a causa dell'invasione Occidentale (anglo-franco-statunitense in primis) della Libia.
Una storia che merita di essere conosciuta. Una storia di lotta agli opposti imperialismi (capitalista e comunista) durante la Guerra Fredda e successivamente all'Islam radicale. Una storia di indipendenza economica, alla ricerca dell'unione dei Popoli Africani, sfruttati da secoli di colonianismo. Una storia di democrazia partecipativa alternativa a quella conosciuta in Occidente, ma che merita di essere diffusa.




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