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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 novembre 2012

Barry Goldwater: valori americani e lotta allo statalismo

Per decenni la vulgata "politically correct" diffusa fra i media e l'incultura dominante, ci hanno fatto credere al mito del New Deal ed alle dottrine di Keynes, quasi fossero la panacea di tutti i mali.
Posto che in economia non esiste e non può esistere un sistema perfetto, possiamo notare che le teorie keynesiane, applicate per decenni negli Stati Uniti d'America a partire da Wilson sino ad Obama (e coinvolgendo anche Eisenhower ed i Bush) - salvo la felice parentesi Reagan - hanno prodotto unicamente: più tasse; più invasività dello Stato nell'economia e nella vita dei cittadini; più militarismo; minore propensione al consumo privato; maggiore indebitamento delle famiglie; speculazione finanziaria favorita anche dalla FED, ovvero dalla Banca Centrale USA, voluta ed imposta dal Presidente democratico Wilson a tutto vantaggio di burocrati, politicanti e delle oligarchie finanziarie.
A contrapporsi a tali teorie stataliste i liberali duri e puri, ovvero i cosiddetti "libertarian" o libertari, di cui ci parla un ottimo ed agile volume di Antonio Donno, professore di Storia delle Relazioni Internazionali, edito da "Le Lettere" e dal titolo "Barry Goldwater - valori americani e lotta al comunismo".
Un libro dedicato al candidato alla presidenza USA Goldwater, nel 1964, ma, più in generale al fronte "conservative" del Grand Old Party (GOP). Un fronte "conservatore", ma nel senso spiccatamente liberale del termine, ovvero che fonda le sue radici ed i suoi principi nella conservazione della Costituzione e dei valori dei Padri Fondatori degli Stati Uniti, a cominciare dalla preminenza dell'individuo di fronte allo Stato ed alla politica, ovvero la preminenza della libertà individuale, sia essa economica che civile.
In questo senso il libro di Donno parte dalla critica della cosiddetta "Old Right" nei confronti del New Deal di Roosvelt, fatto di aiuti indiscriminati ai Paesi esteri; di interventi anche militari all'estero e dunque di aumento delle spese militari; di aumento delle imposte dirette e di simpatia più o meno mascherata, in un primo tempo per il fascismo di Mussolini (ciò è ricordato anche nel libro di Amedeo La Mattina dedicato ad Angelica Balabanoff) ed in un secondo tempo di ammiccamenti allo stalinismo sovietico, che si può anche denotare dalle concessioni a Yalta, nel '45, nei confronti del blocco sovietico.
Fu così che si delineeranno le prime posizioni "isolazioniste" ed antimilitariste del GOP e dell'area liberale e libertaria, contrapposta a quella cosiddetta "liberal" dei Democratici, i quali, come spiegato dal prof. Donno, si autoproclamarono tali, pur non essendolo.
E va qui ricordato anche un bel libro di Alberto Pasolini Zanelli degli anni '80, il quale ricordò le simpatie di importanti settori della "beat generation" per i libertari del GOP, al punto che lo stesso scrittore Jack Kerouac ne fu, in gioventù, un convinto militante.
In questo senso Barry Goldwater incarnò, negli anni '60 del Novecento, il miglior rappresentante della cultura liberale, liberista e libertaria del nuovo Partito Repubblicano USA: antistatalista, antikeynesiano, attento al rispetto dei valori della Costituzione ed ai diritti individuali al punto che, sino alla sua morte, avvenuta nel 1998, sosterrà la legalizzazione della marjiuana, il diritto all'aborto ed i diritti degli omosessuali, opponendosi persino all'ala religiosa e fanatica del suo stesso partito.
Di particolare rilevanza anche l'anticomunismo viscerale di Goldwater, in questo senso discostandosi dall'ala isolazionista del GOP. Goldwater sosteneva infatti che, la lotta al comunismo, doveva essere senza quartiere perché altrimenti ne sarebbe andata di mezzo la stessa libertà dei cittadini statunitensi.
Goldwater, nel 1964, purtroppo, fu sconfitto da Lyndon Johnson, ma, con le sue ricette liberali in economia, anticipò la campagna elettorale - questa volta vincente - di Ronald Reagan, nel 1981, di cui fu importante sostenitore ed amico.
Che cosa ci rimane oggi di Goldwater ? La sua eredità, per molti versi, è riscontrabile in Ron Paul, già candidato nel 1988 del Libertarian Party e da parecchi anni candidato libertario alle primarie del GOP e, in questo senso, sta, di primaria in primaria, raccogliendo sempre più consensi.
I maggiori sostenitori dei libertari negli USA sono soprattutto giovani delusi dall'invasività della politica inconcludente; da una FED che vorrebbero abolita; da antimilitaristi stanchi del fatto che gli USA siano i "poliziotti del mondo" e che vorrebbero un ritorno ai principi dei Padri Fondatori: una federazione di Stati ove a primeggiare sia il libero commercio, la libera iniziativa ed i diritti individuali dei cittadini, senza intromissioni statali.

Luca Bagatin



27 novembre 2012

L'economista Michele Boldrin ci spiega come fermare il declino del Paese


Il prof. Michele Boldrin, il suo recente saggio sull'abolizione del copyight e dei brevetti ed il logo del movimento Fermare il Declino

"Fermare il Declino è un movimento politico nato l'estate scorsa ad opera di Oscar Giannino ed un manipolo di economisti e persone di buona volontà, di cultura liberale e volto a riformare lo Stato in modo equo, giusto e meritocratico.
Questa è l'opinione dei suoi aderenti che, in pochi mesi, sono giunti a quota quasi 40.000. Per la maggior parte personalità del mondo della piccola e media impresa, dell'artigianato, della società civile, giovani precari ed esclusi da un mondo del lavoro che vede protagonisti solo le categorie iperprotette dal sindacato e dallo Stato. Fra coloro i quali avevano già ricoperto in passato incarichi pubblici, molti provengono dall'area laica, repubblicana e liberale.
Michele Boldrin, economista alla Washington University di St. Louis, uno dei fondatori del movimento, oltre che autore di un interessante saggio relativo all'abolizione del copyright e dei brevetti, è stato da noi intervistato a Pordenone, nel corso della conferenza stampa tenutasi prima dell'incontro pubblico di lunedì 26 novembre, al quale hanno assistito oltre un centinaio di persone.
Il prof. Boldrin che, come aveva già preannunciato anche il prof. Zingales ed altri fondatori di Fermare il Declino, ha precisato che non ha alcuna intenzione di candidarsi alle elezioni politiche. Fermare il Declino nasce da esigenze spiccatamente politiche e contingenti, legate alla crisi economica e sociale che l'Italia sta vivendo da decenni a causa di uno Stato ingiusto, che garantisce chi è già garantito, che non promuove il merito, che vede un deficit di bilancio spaventoso a fronte di nessun servizio pubblico ed un sistema delle imposte ormai elevatissimo.
"Se la spesa pubblica è elevata, è normale che le imposte siano elevate", ha esordito il prof. Boldrin. "Berlusconi, per anni, ha promesso di ridurre le tasse, ma senza ridurre le spese o dire quali spese avrebbe voluto tagliare. Fermare il Declino, che non è un partito organizzato, ma un movimento di persone, propone dieci punti di riforma (che prevedono l'abbattimento della spesa pubblica; liberalizzazioni vere; un reddito per coloro i quali perdono momentaneamente il lavoro; riduzione drastica del carico fiscale; riforma della giustizia, della scuola e dell'ordinamento federale. N.d.A.) e propone, in primis, l'abolizione dei sussidi alle imprese, attraverso la quale si potrebbero ridurre ben 2 punti percentuali di PIL, ovvero di IRAP".
Ed è proprio l'IRAP l'imposta che Fermare il Declino giudica più ostica, ovvero ingiusta ed incostituzionele, in quanto penalizza il lavoro e le aziende che vogliono assumere nuovi dipendenti ed è, di fatto, un'incentivo all'evasione. Oltretutto, spiega il prof. Boldrin, vi sono sconti di IRAP "clientelari", Regione per Regione, a seconda dell'attività produttiva svolta.
"I partiti esistenti non sono credibili e pochissimi Parlamentari hanno aderito al nostro manifesto e, addirittura, propongono misure opposte alle nostre" - ha detto Boldrin.  "Per quanto ci sono anche personalità che ci convincono e che sposano le nostre tesi, come ad esempio Matteo Renzi". "Purtroppo non sappiamo nemmeno con che legge elettorale andremo a votare e, in questo senso, la classe politica italiana ci sta prendendo in giro, valutando con quale legge potrà tentare di salvare sé stessa". "I nostri militanti ed esponenti sul territorio, sono degli eroi, in quanto si muovono proprio nell'ambito di una realtà storica italiana cinica, che non crede più alla politica, delusa e disillusa, anche perché, va detto, gli italiani troppo spesso si sono lasciati abbindolare dal politico di turno".
Ancora una volta, il prof. Boldrin, rimarca il fatto che non è detto che Fermare il Declino si presenti alle prossime elezioni. A livello locale come a livello nazionale, ad ogni modo, le alleanze politiche, andranno fatte sulla base dei dieci punti programmatici del movimento: chi li sottoscrive, merita di intraprendere un percorso comune.
Fra le proposte di Fermare il Declino anche l'introduzione delle Macroregioni, in modo da ridurre le spese, spesso clientelari, delle singole Regioni attuali e la medesima cosa vale per i Comuni medio-piccoli. "Occorre, in questo senso, abbattere il localismo ed il campanilismo, i quali producono solo inutili divisioni ed aumento della spesa pubblica improduttiva a carico della collettività", ha concluso l'economista.


Luca Bagatin



26 novembre 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Internazionali con il filtro". Monologo by Baglu



Non so che cosa sia passato per la testa a quel ragazzo di quindici anni che alcuni giorni fa si è suicidato con la sua sciarpa e qualcuno ha detto (ma chi vorrei sapere: da chi vengono fuori queste "voci di corridoio" ? Da chi ?) che lo ha fatto perché è stato deriso in quando omosessuale perché si vestiva di rosa.
Non so perché si sia suicidato, però a quindici anni si è molto, molto fragili e si rischia di portarsi dietro e per sempre sofferenze indicibili che, talvolta, si manifestano con comportamenti "curiosi", "eccessivamente estroversi", ritenuti "strani" dai più.
Non lo so e mi dispiace. Perché vorrei capire.
Vorrei capire perché la maggior parte delle persone non cerca di capire l'altro da sé.
Perché ci si chiude a riccio ?
Perché è più facile.
Era il 1985, anzi no, era l''86, quando feci a botte con i miei compagni di classe per difendere un bembino rom. Allora avevamo sette anni e tutti dicevano che quel bambino era diverso, strano, scuro di pelle. E siccome era uno zingaro allora doveva anche essere un ladro.
Allora picchiai tutti i miei compagni che gli dicevano queste cose e di botte ne presi anche parecchie. A casa piansi tutto il giorno, ma non a causa delle botte ricevute, ma del fatto che non potevo, non riuscivo a credere che si potesse odiare qualcuno, prenderlo in giro, per la sua diversità, per il colore della pelle, per l'etnia...
A questa cosa ci penso spesso, anche se sono passati ventisette anni e quel bambino ormai si sarà pienamente integrato o forse no.
Non so nemmeno questo.
E' che ho sempre sofferto perché volevo salvare il mondo dalla sua stessa stupidità, dal suo stesso autoannientamento. Perché penso che le cose potrebbero essere molto più semplici. I rapporti umani ad esempio.
Io non ho mai avuto "paura del diverso". Ho sempre avuto paura - una paura fottuta - del mio simile.
A quindici anni anch'io ho pensato al suicidio e un paio di volte l'ho persino tentato. Senza successo. Quando avevo quindici anni mi piaceva una ragazzina, Verusca, che non mi guardava di striscio. Io ero molto imbranato e vivevo fra le nuvole. Scrivevo poesie e pensavo che così sarei riuscito a piacerle. E, invece, non solo non le piacevo, ma lei ne approfittava per farsi beffe di me con i ragazzi più grandi della sua classe.
Purtroppo non sono mai stato un nonviolento puro, per cui anche allora mi difesi facendo a botte con uno di questi. Era molto più alto di me, ma nonostante questo lo mandai lungo sul pavimento, con un pugno diretto. Non me ne pentii mai, purtroppo o per fortuna.
A diciassette anni mi iscrissi ai giovani comunisti perché si diceva che i comunisti erano "uguali" ai partiti democratici, ma anche "diversi", "alternativi" a questi. Io vi trovai solo tanti figli di papà e, si sa, i figli di papà sono figli di mignotta.
Non ho mai fatto le "scuole alte", né sono mai stato viziato e forse anche questo ha contribuito a farmi sentire "diverso" dalla massa.
Che poi il concetto di "massa" era tipico di certa sinistra nella quale, in buona sostanza, mi sentivo totalmente fuori luogo.
Ora non lo so perché mi vengono in mente queste cose.
Mi viene in mente anche che la ragazza che passava di qui, davanti alla mia panchina, da diverso tempo non ci passa più. Pensava che io mi stessi innamorando di lei. Quando invece io sono e rimango innamorato di Lei, che non c'è più da parecchio tempo.
Non voglio mai più innamorarmi di qualcun altra. Si soffre davvero troppo e non è affatto vero che il tempo rimargina tutte le ferite.



23 novembre 2012

Pier Carpi svela l'Occulto

Di Pier Carpi abbiamo parlato diffusamente in molti articoli, attengendo talvolta ai suoi articoli ed alle sue opere misteriosofiche.
Ancora una volta siamo riusciti a ritrovare una vera e propria "chicca", a proposito degli studi sull'occulto dello scrittore e regista emiliano, ovvero "Occulto", un agile libretto ove sono racconti articoli da lui elaborati, in collaborazione con il Gruppo Ricerche Occulto e pubblicato alla fine degli anni '70.
La particolarità degli studi di Pier Carpi è sempre stata quella di presentare al lettore una realtà misteriosofica semplice e depurata di ogni pregiudizio.
Allorquando Pier Carpi ad esempio ci presenta la cosiddetta "Chiesa di Satana", avendo egli a suo tempo avuto modo di incontrare, in California, il cosiddetto "Gran Capro Lucifer", ovvero il capo di tale congregazione, ci racconta piuttosto la storia di questa curiosa istituzione, senza giudicarla negativamente.
La cosiddetta "tradizione demoniaca" trova terreno fertile nel mondo anglosassone, in particolare quello imperniato da un certo puritanesimo, ove trovano terreno fertile astinenze o, per contro, sregolatezze sessuali, vegetarianesimo e persino fanatismo.
In tal senso l'Inghilterra è zeppa di congregazioni "demoniache" e, fra queste, l'Ordine della Giarrettiera, fondato da Re Edoardo III, già Gran Capro della Chiesa di Satana nel Medioevo.
Come racconta Pier Carpi nel suo libro, si narra, infatti, che Re Edoardo durante un ballo di corte danzasse con la contessa di Salisbury e che a quest'ultima cadesse una giarrettiera rossa dalla gamba sinistra, fra lo sconcerto generale. Il Re la raccolse, la indossò a sua volta alla sua gamba sinistra, sotto il ginocchio, affermando il celebre motto: "Honni soint qui mal y pense", che diverrà poi motto dell'Ordine della Giarrettiera.
Ciò è da interpretare come simbolo magico, ovvero svelò la sua identità "satanica", per così dire, sfidando così l'intera corte, scoprendo anche la sua "succube", ovvero la contessa di Salisbury.
Ciò per quanto riguarda il passato, ma, nell'era moderna, la Chiesa di Satana continua ad esistere e lo stesso Pier Carpi ebbe modo di parlare direttamente con il Gran Capro, alla fine degli anni '70.  L'intervista è riportata interamente in "Occulto", ma non sortirà affatto l'effetto sperato.
In sostanza, come rivelato dal Gran Capro, non vi è nulla di malvagio nel cosiddetto "satanismo", come si è voluto far credere in passato.
Il Gran Capro, secondo la tradizione satanista, è il rappresentante del Demonio sulla terra. Demonio inteso come Lucifero, ovvero Angelo portatore di Luce e Conoscenza.
Il Gran Capro spiegò a Pier Carpi che non è possibile entrare nella Chiesa di Satana, ma si è sempre prescelti da qualcun altro e la Chiesa di Satana segue una tradizione che si collega ai culti misterici dionisiaci, orfici, egizi e babilonesi.
Ingiustamente, come spiega il Gran Capro allo scrittore, furono condannate per secoli le streghe, ma loro non erano affatto delle adepte di Satana come fu fatto credere.
Ma, in sostanza, chi è il Satana sostenuto da questa congregazione ? Non certo quello grottesco della tradizione cristiana, rosso e con la coda, in quanto l'Inferno stesso non esiste, secondo le rivelazioni del Gran Capro. Satana è Lucifero, il quale insegna che uomini e dèi convivono, pur senza saperlo...
Questo, in sostanza ed in sintesi uno degli appassionanti articoli contenuti in "Occulto", ma ve ne sono degli altri, come quello che ricorda le profezie di Papa Giovanni XXIII e del quale parleremo in un articolo ad hoc, dedicato all'omonimo libro che Pier Carpi stesso dedicò al pontefice; il raduno delle Streghe moderne nell'Isola di Man, nel Mare d'Irlanda ed al quale partecipò annualmente anche la Regina Giuliana d'Olanda. Un vero e proprio raduno di appassionati di rituali magici ed esoterici, ma a soli scopi benefici !
"Occulto" ci parla anche di Francesco Racanelli - medico guaritore già amico di Pier Carpi - e dei suoi prodigi; delle ricerche ufologiche del Presidente Jimmy Carter e di sua moglie; del mago Houdini e, interessantissimo il pezzo conclusivo che racconta la vera storia del poverello di Assisi, ovvero San Francesco.
Un vero Iniziato, figlio di un mercante ebreo convertito e di una prostituta, iniziato ai misteri dell'Antico Egitto ed al segreto della Tau dal mistico Gioacchino da Fiore e, successivamente, entrato in contatto con i Templari e con le loro conoscenze gnostiche ed esoteriche apprese in Terrasanta dai Sufi e dalla cosiddetta "Setta degli Assassini", fumatori di hashish.
Frate Francesco, il cui messaggio di ricerca dei Divino in ogni essere scioglierà persino il cuore del Papa e contribuirà a far prendere alla Chiesa dell'epoca una direzione diversa, più umana e più spirituale. Un messaggio tramandato sin dai tempi di Ermete Trimegisto e che anche oggi trova un suo proseguimento simbolico al punto che, racconta Pier Carpi, tutt'oggi vi sono dei discepoli segreti di San Francesco, i quali sono usi intagliare i Tau - simbolo della conoscenza divina - dallo stesso ulivo piantato da Frate Francesco.
Ancora una volta il buon Pier Carpi è riuscito - con il suo "Occulto" - a chiarire ed a svelare aspetti che la Storia e la tradizione cattolica ci hanno tramandato in maniera del tutto errata e distorta.

Luca Bagatin



21 novembre 2012

Edgar - Just Before Dark: la web serie



Il web ha cambiato il mondo.
Lo ha cambiato nel modo di lavorare, di produrre, di giocare, ma soprattutto nel modo di comunicare.
Il web ha aperto una vera e propria finestra sul mondo. Una finestra trasversale e multidimensionale. Con il web si sono ridotte distanze e si sono esplorati universi sino a prima sconosciuti.
Il web sta persino surclassando gli stessi mezzi di comunicazione di massa dell'era moderna, ovvero giornali e televisione.
Sul web, oggi, si possono addirittura seguire telefilm o serie televisive (web-serie, per l'esattezza !), in formato, appunto, digitale.
E questo, anche se è ancora un canale comunicativo purtroppo sottovalutato, probabilmente sarà il futuro, anche dello spettacolo, dell'intrattenimento, dell'arte cinematografica.
Per noi appassionati di mistero, esoterismo ed aspetti dell'occulto, "Edgar Just Before Dark" è una web-serie di sicuro interesse e, lo ammettiamo, non solo per i suoi contenuti che stiamo via via cercando di svelare, di dipanare nel corso delle brevi ma intriganti puntate che il canale in streaming Empire (www.empire.twww.tv) sta proponendo dal 29 ottobre, ogni lunedì sera alle 21.00.
"Edgar" è una web-serie girata in vari Paesi (Inghilterra, Giappone, Olanda, Germania, Italia, Spagna e Zambia), ideata da Dario Gulli e diretta - per l'Italia - da un carissimo amico, giovane attore esordiente, che già qualche tempo fa intervistammo, Andrea Galatà, co-protagonista della serie assieme a Gerry Shanahan, in collaborazione con Chiara De Caroli, altra amica oltre che ottima attrice, presente nel cast.
Edgar è un investigatore britannico, la cui indagine verte sulla sua stessa morte. Strani suicidi si stanno infatti susseguendo nel mondo, in posti apparentemente scollegati fra loro, ma il cui artefice pare essere un ambiguo e misterioso personaggio: Ian Toth.
Le forze delle tenebre, vampiri ed esseri demoniaci, renderanno nel frattempo a Roma difficile la vita di Padre Damien (interpretato proprio da Galatà)...
Il cast di "Edgar" è molto vasto (oltre agli attori già citati, comprende anche Iaeli Anselmo, Nela Lucic e Rossana Colace), ma non posso non citare due miei carissimi amici, oltre che amici di questo blog: l'attrice Lavinia Guglielman e lo scrittore Martin Rua, già citato in diversi miei articoli sulla Massoneria, oltre che ex blogger del Cannocchiale.
Il prossimo appuntamento con il mistero è dunque confermato per lunedì prossimo alle ore 21.00 su www.empire.twww.tv (ma, se vi dovesse capitare di perdere una puntata, potete sempre ricercarla nel sito stesso con il sistema "on demand").

Luca Bagatin


Da sinistra: Iaeli Anselmo e Lavinia Guglielman; Rossana Colace e Nela Lucic


Lavinia Guglielman e Andrea Galatà



19 novembre 2012

La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, a Udine, parla di testamento biologico, eutanasia e bioetica

"Vita e pensiero degli ultimi momenti", questo il titolo del terzo Convegno organizzato a Udine presso l'Hotel La' di Moret dalla Consulta Nazionale di Bioetica della Gran Loggia d'Italia (GLDI), ovvero dalla Massoneria liberale e adogmatica italiana, il 17 novembre scorso.
Un Convegno pubblico per parlare, senza preconcetti e con personalità autorevoli della scienza e dalle cultura, di testamento biologico, eutanasia e bioetica.
Un Convegno che si è focalizzato in particolar modo sulla morte, vista come aspetto del compimento della vita umana stessa.
A portare i saluti della Gran Loggia d'Italia del Friuli, la Delegata Magistrale Franca Barbetti Celetto, la quale ha esordito sottolineando l'approccio "al di fuori dagli schematismi politici e religiosi" dell'incontro pubblico, ed insistendo sugli aspetti cari alla Massoneria, ovvero "l'assistenza e la difesa nei confronti degli ultimi, siano essi disabili, malati, immigrati e meno abbienti".
Franca Barbetti Celetto ha concluso il suo intervento introduttivo osservando che è proprio "il rispetto delle scelte individuali che distinguono lo Stato laico da quello etico-autoritario-dittatoriale".
Moderatore dell'incontro il dott. Renato Ariano, medico e Presidente della Consulta di Bioetica della Gran Loggia d'Italia, il quale ha illustrato brevemente le tematiche dei precedenti Convegni di Bioetica organizzati dalla GLDI, il primo a Torino nel 2010, il secondo a Genova nel 2011 sull'ambiente ed il terzo oggi a Udine, per i quali sono stati redatti appositi "Quaderni di Bioetica" attualmente disponibili solo ad uso interno, ma prossimamente di diffusione nazionale.
Il dott. Ariano ha brevemente presentato anche il tema oggetto del Convegno, inquadrandolo come "difficile" proprio in quanto "la morte è un problema di una società - quella occidentale - che, purtroppo, non la accetta, anche se essa è il proseguimento della vita stessa". E, ha concluso, lo scopo della Commissione di Bioetica in seno alla Massoneria della GLDI è proprio quello di dibattere proprio di tematiche tabù come questa, ma di assoluta rilevanza sociale ed etica.
Si sono susseguiti poi interventi di spiccato interesse sociale e filosofico, quale quello del prof. Vittorio Gallo, medico chirurgo in ambito oncologico e Libero Muratore, il quale ha esordito dicendo proprio che la sua stessa appartenenza alla Massoneria lo ha aiutato, negli anni, ad affrontare tematiche relative alla vita ed alla morte. "Voglio qui parlarvi con il cuore" - ha proseguito il prof. Gallo - "attraverso i miei sentimenti e le mie esperienze anche di medico internista. Per me la morte ha una valenza iniziatica e la considero come il più importante dei riti di passaggio". Sappiamo bene, del resto, che nel corso dei secoli e della sua stessa vita, l'uomo ha sempre utilizzato dei particolari metodi per metabolizzare la morte, ovvero dei "riti di passaggio". In ambito cattolico, ad esempio, riconosciamo tali la prima comunione, il battesimo ed il matrimonio. E tali riti, anche se in forme diverse, esistono in tutte le culture del mondo.
Il prof. Gallo ha poi parlato dello studioso Charles Singer, il quale riteneva che i riti possano talvolta avere valenze "paurose", quasi "devastanti". Pensiamo proprio alla morte. Per quanto noi tutti non possiamo farne a meno, anche in una società che, dal Settecento Illuminista ad oggi ha conosciuto un notevole progresso scientifico, ma che è anche - come ha sottolineato il prof. Gallo - "scientista ed edonista, finendo per scadere in barbarie senza principi, che spesso surclassano i riti di passaggio, ove i rapporti umani individuali finiscono per non esistere più".
In questo senso la nostra società può essere definita "post-mortale", ovvero una società che non pensa più alla morte, la accantona, rimuovendola quasi psicologicamente.
In questo senso, ha proseguito il prof. Vittorio Gallo, la maggior parte degli occidentali crede in una sorta di "Dio antropomorfo" ed in una prosecuzione della vita dopo la morte esattamente nei medesimi termini della vita che viviamo ora su questa terra, solamente in una dimensione ultraterrena. Ed è qui che ricercatori dello Spirito come il prof. Gallo, peraltro uomo di scienza, si interrogano: "siamo la goccia d'acqua, oppure l'acqua della goccia (ove la "goccia" è intesa come "personalità individuale") ? La goccia cade nel mare, ma l'acqua non scompare e quindi nessuno di noi si dissolve davvero". "E' questo" - spiega il prof. Gallo - "il mistero della personalità che non è individualità. La mia psiche è la goccia, mentre l'acqua è il mio Spirito, il quale, un giorno, rientrerà nel Pelagos infinito".
Che cosa di tutto ciò rimanga delle nostre esperienze vissuta in vita, dai dolori alle gioie, questo non possiamo saperlo. Maieuticamente, come spiega il prof. Gallo, possiamo concludere che il dolore è utile alla crescita individuale e spirituale, per quanto il problema focale è, piuttosto, l'accettazione del dolore ed in questo senso la cura spirituale è fondamentale. E' qui che la scienza deve cedere il passo alla ricerca spirituale, in quanto, il massimo che può fare di fronte a sofferenze indicibili è solo prolungarne l'agonia.
Il prof. Andrea Di Massa, medico anestesista, invece, si è soffermato piuttosto sul percorso che il medico deve fare assieme al paziente, al fine di curarsi ed affinché la terapia stessa abbia un effetto curativo e far sì che il paziente ed il medico possano instaurare un rapporto di piena fiducia. In questo senso è chiaro che, ha affermato il prof. Di Massa, il medico ha il compito principale di curare e di lenire il dolore, non certo quello di prolungare l'agonia e la sofferenza del paziente.
Ed è proprio qui che entrano in gioco tematiche quali l'eutanasia ed il testamento biologico. Tematiche trattate dagli altri relatori, quali il dott. Mario Abrate, l'Avv. Giuliano Boaretto, il dott. Roberto La Rocca, la prof.ssa Ida Li Vigni, il prof. Paolo Aldo Rossi, il prof. Ivan Iurlo ed altri.
Eutanasia e testamento biologico che, nel nostro Paese sono rispettivamente, nel primo caso vietati e paragonati all'omicidio e nel secondo, non normati.
Sotto il profilo giuridico è chiaro che la Costituzione della Repubblica italiana, come hanno spiegato i relatori, prevede ben tre Articoli che, di fatto, non negano, ma anzi ammettono di fatto il testamento biologico. Pensiamo agli Articoli 2, 13 e 32 secondo comma. Purtuttavia, come affermato da qualche relatore, i partiti presenti in Parlamento, per la maggior parte, sono condizionati ideologicamente e rispondono, spesso se non talvolta, ad ingerenze religiose provenienti dalla Chiesa cattolica.
Ciò fa dunque del nostro Paese uno Stato per nulla laico, ma sottoposto ad una legislazione indietro anni luce rispetto agli altri Paesi occidentali quali ad esempio gli USA, il Canada, la Francia, la Gran Bretagna e la Germania.
Una legislazione che, nei fatti, non prevede il testamento biologico, non ne parla né ne discute.
Sotto il profilo strettamente massonico, la morte è vista come "trasformazione", un po' come nei Tarocchi ove essa è vista come "creatività e rinascita". La Massoneria, del resto, si occupa di ricercare l'unione nella complessità, ovvero unire Ethos, Eros e Thanatos. Ed in questo senso il massone spiega che per conoscere il fine vita è necessario parteciparvi, ovvero essere presenti allorquando vi è un evento doloroso, come la perdita di un proprio congiunto. E' allora che si realizza una sorta di "cerimonia iniziatica" ove i morti, di fatto, non sono mai partiti, mai periti, ma vivono con noi, nel nostro ricordo. Ed è in questo senso che potrebbe essere vista ed interpretata la cosiddetta "leggenda di Hiram", che sta alla base della Libera Muratoria.
Questo in sostanza ed in sintesi il contributo dato dalla Massoneria della Gran Loggia d'Italia ad un dibattito che ci tocca tutti quanti da vicino e che nelle sue conclusioni è stato affidato al Luogotenente Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Avv. Sergio Ciannella in vece del prof. Luigi Pruneti, attuale Gran Maestro della GLDI, impegnato in questi giorni all'estero.
Un dibattito che oggi è ancora per molti versi tabù, particolarmente in settori politici e religiosi ove permangono astrusi dogmi che impediscono, a tutt'oggi, un sereno dibattito ed una piena libertà di coscienza.
Libertà di coscienza che è diritto inviolabile di ciascun essere umano e punto di riferimento della Massoneria che, nei secoli, a difesa di questo principio, si è sempre battuta strenuamente.

Luca Bagatin 



18 novembre 2012

Sul settimanale di Roma "Le Città" del 14 novembre, il sottoscritto si è occupato delle oscure trame della banda dei Kennedy



15 novembre 2012

Lucide utopie politiche che, temiamo, non si realizzeranno



Volendo fare una disamina dell'attuale situazione politica, non se ne uscirebbe tanto facilmente.
La partitocrazia sta facendo di tutto per recuperare credibilità, pur arrancando, proponendo fantomatiche primarie che ci chiediamo se, almeno questa volta, saranno vere ed autentiche.
Osserviamo cinque candidati nel Pd e cinque candidati nel PdL e dobbiamo ammettere che, anche noi, pur non avendo mai votato e/o sostenuto né il Pd né il PdL, abbiamo le nostre preferenze.
Preferenze dettate sempre dalla necessità di una radicale riforma liberale del nostro sistema politico-partitico-economico ed istituzionale.
Se fossimo del Pd, in sostanza, sosterremmo Matteo Renzi; se fossimo del PdL, in sostanza, sosterremmo Giancarlo Galan.
Entrambi presentano programmi riformatori e liberali, oltre che sarebbero gli unici candidati in grado di "rottamare", nel primo caso l'establishment cattocomunista e, nel secondo caso, quello clericofascista, ovvero i peccati originali sia del Pd che del PdL.
Non siamo degli illusi e sappiamo molto bene - salvo miracoli - che le cose non andranno così: in sella al groppone partitocratico torneranno Bersani ed Alfano, ovvero Prodi e Berlusconi, i due maggiori responsabili del disastro italiano degli ultimi vent'anni.
Sul fronte grillesco (non grillino, mi raccomando, sennò Giuseppe Piero Grillo si incazza !), ovvero sul fronte del clan "Grillo-Casaleggio-Il (mis)FattoQuotidiano", lungi dal rappresentare un'alternativa democratica alla partitocrazia, ancora una volta fioccano espulsioni, critiche e scomuniche, come ai tempi della Santa Inquisizione.
Un giorno scrissi sullo stesso blog del Giuseppe Piero (in arte Beppe) una proposta (che mi pare fu censurata, ma bisognerebbe ricontrollare meglio), che qui vorrei rilanciare.
Suggerivo ai militanti non irregimentati del Movimento 5 Stelle di ribellarsi ai Capi, ovvero fondare il Movimento 6 Stelle, su base civica, indipendente dal duo Grillo-Casaleggio. Un movimento che potrebbe chiamarsi per esteso così: "Movimento 6 Stelle: Civici e Indipendenti", fondato su comitati locali, comunali e cittadini, che si occupi di tematiche locali e che decida - antonomamente - le alleanze locali su base civico-programmatica.
Questa, in sostanza, la democrazia dal basso che il Giuseppe Piero (che non ci faceva ridere nemmeno negli anni '80, quando eravamo pischelli), non sa nemmeno dove sia di casa.
Altra cosa che mi viene in mente è sul fronte strettamente liberaldemocratico.
Occorre una sinergia fra le forze liberali, liberiste e libertarie, ovvero fra Radicali Italiani, Fermare il declino di Oscar Giannino e Democrazia Natura Amore di Ilona Staller.
Una lista unitaria ed indipendente da tutti gli schieramenti, sarebbe quantomeno prioritaria.
Detto ciò sarebbe opportuno addentrarsi nella questione della legge elettorale.
Tutte le leggi elettorali presentate dalla partitocrazia in questi anni  (non ultima quella del solito pasticcione Calderoli, che sarebbe bene la smettesse di cogitare leggi elettorali) non solo non garantiscono la governabilità, ma nemmeno la rappresentanza massima. Con leggi elettorali di questo tipo, di fatto, è praticamente inutile andare a votare ed io credo che, finalmente, gli italiani lo abbiano compreso.
Vi è una sola legge possibile, in grado, in un sol colpo, di garantire governabilità e rappresentanza, ovvero la seguente: il partito che ottiene più voti, automaticamente, governa ed ottiene il 51% dei seggi. Non sono previste coalizioni. Non sono previsti sbarramenti. Tutti gli altri partiti ottengono seggi in proporzione al numero dei voti ottenuti.
In tal modo, non solo sono evitati gli accordi clientelari fra partiti, ma il voto di ogni singolo elettore ha un senso. Ha un senso il voto di coloro i quali votano il partito che prenderà la maggioranza assoluta, ma ha un senso anche il voto di un partito che otterrà solo l'1% dei consensi ed andrà, giustamente, all'opposizione.
In tal modo, in particolare, si otterrà una maggioranza stabile, come avviene nelle maggiori democrazie occidentali.
Una siffatta legge, ad ogni modo, non è conveniente alla partitocrazia che da decenni lucra sugli accordi sotto e sopra banco ai danni dell'elettorato e del Paese.
Purtroppo siamo ancora una volta in un vicolo cieco, temo.

Luca Bagatin



14 novembre 2012

Tre anni fa





13 novembre 2012

La Gran Loggia d'Italia degli ALAM organizza a Udine un Convegno su bioetica, testamento biologico ed eutanasia

Convegno nazionale, Sabato 17 novembre 2012 E.V., ore 9,00,

Hotel La' Di Moret, Udine, viale Tricesimo 276

tratto dal sito www.granloggia.it


Da una felice sinergia fra la Regione Massonica Friuli e la Consulta Nazionale di Bioetica della Gran Loggia d’Italia, e' nato il progetto del Convegno in oggetto che si terra' in un centro congressuale di prestigio ed ottimamente attrezzato, quale l'Hotel La' di Moret.

Il tema dell'incontro e' particolarmente intrigante: “Vita e pensiero dei momenti ultimi".

Con questo titolo si è voluto porre in risalto, rispetto ad altri eventi simili, non il momento della morte ma quello della vita negli ultimi istanti dell’esistenza. 

In altre occasioni, infatti, le tematiche si sono limitate ad affrontare aspetti tecnici, quali le dichiarazioni anticipate di fine vita (testamento biologico), o l'eutanasia. Argomenti importanti ma circostanziati ad una sfera medica, biologia, giuridica. Tutto sembra, in tal caso, ridursi a parametri "tecnici", dettati da dati clinici e da procedure notarili, indicate dalla legge.

Ciò che si dimentica e' l'aspetto più importante, quello umano di una persona che vede avvicinarsi la morte ma che ancora vive ed ha il diritto di farlo. Siffatta esigenza sarà,  invece, predominante nell'evento del 17 novembre, dove argomenti tipici della bioetica saranno esaminati in un'ottica tipicamente massonica.

Ben quattordici relatori estremamente qualificati da punto di vista professionale hanno accolto l’invito ad affrontare da diverse angolature, la vita e il pensiero dei momenti ultimi.

Gli interventi, ripartiti in tre sessioni aperte al pubblico, seguiranno un filo conduttore complesso ed esaustivo che, partendo dall'etica massonica, approderanno ad un esame della gestione del "fine vita" nel nostro paese e all'estero.

Il programma del Convegno è scaricabile qui: http://www.granloggia.it/GLDI/GetDoc.aspx/2174/PieghevolePublic2.pdf


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini